Posizione assicurativa Inail dell’Impresa individuale, in particolare del titolare artigiano. (Corte d’Appello di Firenze, Sez. Lavoro, Sentenza n. 862/2021 pubbl. il 04/01/2022)

Posizione assicurativa Inail dell’Impresa Individuale: è necessario fornire la prova dei requisiti dell’attività artigianale invocata, che devono prevalere sul lavoro subordinato.

Con la sentenza in oggetto è stato respinto il ricorso proposto dal lavoratore, il quale -deducendo di avere subito un infortunio sul lavoro in data 7.12.2017 mentre era intento a lavorare nella propria impresa, aveva chiesto al Tribunale di dichiarare la copertura della posizione assicurativa Inail, poichè egli di fatto svolgeva personalmente e abitualmente una attività oggettivamente artigianale e di conseguenza dichiarare nullo il provvedimento di diniego di prestazioni emesso dall’Inail ai sensi dell’art.4 L.1124/1965.

Più precisamente, in ricorso aveva esposto:

-di essere dipendente a tempo pieno e indeterminato di una determinata Società;

-di essere titolare dell’impresa individuale, che si occupava di assemblaggio per conto terzi di componenti per auto -moto veicoli e per la moda;

–           di avere subito un infortunio (trauma da scoppio bulbare all’occhio sinistro, colpito da un pezzo di legno) in data 7.12.2017, mentre lavorava presso i locali della sua impresa;

–           di avere presentato denuncia di infortunio respinta dall’Inail per assenza di tutela assicurativa obbligatoria, essendosi verificato l’infortunio nell’esercizio di un’attività svolta come imprenditore individuale, non tutelata ai sensi degli artt. 1 e 4 DPR 1124/1965. Aveva sostenuto di essere artigiano di fatto, poiché svolgeva in via prevalente attività manuale nella propria impresa come richiesto dall’art.2 L.443/1985.

L’Inail chiede il rigetto del ricorso deducendo:

– solo dopo l’infortunio era stato chiesto l’inquadramento nel settore artigiano;

–           il ricorrente lavorava a tempo pieno e indeterminato come dipendente per la Società indicata con orario su turni, da lunedì a venerdì, dalle 6 alle 14 o dalle 14 alle 22;

–           a seguito di accertamento ispettivo era stato confermato il lavoro dipendente del ricorrente con orario di otto ore al giorno;

–           non vi era prova dell’occasione di lavoro;

-le prove dedotte erano generiche ed ininfluenti.

Il Tribunale, richiamato l’art.4 DPR 1124/1965 che include nella copertura assicurativa  gli imprenditori artigiani, ha motivato che il ricorrente non aveva dato prova dei presupposti per essere riconosciuto come artigiano (esercizio personale, professionale, in qualità di titolare, di una impresa artigiana, con intervento in misura prevalente nella produzione, anche manuale.

L’appellante impugna la sentenza chiedendone l’integrale riforma con accoglimento delle conclusioni originarie e sostiene nuovamente che la sua impresa era di natura artigiana.

Deduce, inoltre, che pur lavorando come dipendente della Società indicata aveva molto tempo libero da dedicare al lavoro nell’impresa individuale; che lavorava in prima persona svolgendo lavoro manuale altamente specializzato, nel senso che aveva la capacità e professionalità per adattare gli strumenti di lavoro alla particolare lavorazione da eseguire, in ciò consistendo la prevalenza del suo apporto nel ciclo produttivo aziendale, mentre le successive lavorazioni che non richiedevano particolari abilità venivano svolte dai dipendenti, semplici operai senza alcun precisa qualifica.

L’appello è considerato infondato e viene respinto.

Sulla posizione assicurativa Inail nei confronti dell’Impresa individuale, in specie artigiana, la Corte d’Appello ribadisce che l’appellante non ha provato, né offerto di provare neppure con la nuova documentazione prodotta i requisiti per essere definito quale imprenditore artigiano.

Riguardo la posizione assicurativa Inail nei confronti dell’Impresa individuale, l’art.2 L.443/1985 definisce imprenditore artigiano colui che esercita personalmente, professionalmente e in qualità di titolare, l’impresa artigiana, assumendone la piena responsabilità con tutti gli oneri ed i rischi inerenti alla sua direzione e gestione e svolgendo in misura prevalente il proprio lavoro, anche manuale, nel processo produttivo.

Tale nozione, ritorna nell’art.4 del DPR 1124/1965 e comprende nella posizione assicurativa Inail, e quindi nella tutela assicurativa per gli infortuni sul lavoro, gli artigiani che prestano abitualmente opera manuale nelle rispettive imprese.

Come evidenziato dal primo Giudice, i requisiti da provare sono quelli dell’abitualità e prevalenza della prestazione manuale nel processo produttivo dell’impresa, quindi non solo lo svolgimento di attività manuale, ma che questa viene svolta in modo abituale e prevalente nel ciclo produttivo della impresa.

L’unico capitolo di prova formulato si riferisce solo allo svolgimento di attività manuale, senza alcun riferimento ai tempi e modi della presenza dell’appellante presso i locali dell’azienda e all’apporto lavorativo fornito, se abituale e prevalente, nel processo produttivo e rispetto all’attività lavorativa prestata tutti i giorni e per otto ore al giorno quale dipendente presso Società.

Ed ancora, l’appellante non chiarisce come mai l’impresa della moglie nella quale era subentrato, che sostiene svolgesse lo stesso tipo di lavoro, fosse stata inquadrata come artigiana e la sua invece in altro settore; né spiega come mai tutte le denunce e successive comunicazioni, compilate secondo criterio di autocertificazione, la inquadrassero in settore differente da quello originario.

Nulla dice dell’impiego in catena di montaggio di cui parla il primo Giudice, sulla base degli accertamenti ispettivi, né dell’affidamento dei lavori appaltati a subappaltatori che eseguivano il lavoro presso i locali dell’impresa, anch’esso risultante dagli accertamenti ispettivi.

Ergo, in mancanza di tali allegazioni, e della indicazione dei tempi concreti dedicati al lavoro manuale, ciò che prevale rimane il lavoro subordinato.

Per tali ragioni il riconoscimento della posizione assicurativa Inail nei confronti dell’Impresa individuale, invocata dall’appellante, viene respinto con conferma della decisione di primo grado e condanna alle spese di lite.

La redazione giuridica

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