Precipitato nella tromba delle scale della scuola, muore bimbo di 6 anni

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precipitato nella tromba delle scale

La Procura indaga per omicidio colposo in relazione all’omessa sorveglianza. Il piccolo, uscito dalla classe per recarsi in bagno, è precipitato nella tromba delle scale per una decina di metri

E’ morto il bambino di sei anni che venerdì scorso era precipitato nella tromba delle scale della sua scuola, a Milano, per una decina di metri. Da subito le sue condizioni erano apparse gravi. Trasportato all’ospedale Niguarda, era stato operato per cercare di diminuire la pressione intracranica. Ieri però sono stati avviati gli accertamenti per dichiarare il morte decesso del piccolo paziente, che si sono conclusi nel pomeriggio.

La Procura del capoluogo lombardo indaga per omicidio colposo. Gli inquirenti sono al lavoro per fare chiarezza su come si sia potuto verificare l’incidente, per il quale non ci sono testimoni oculari.

L’ipotesi principale al vaglio degli investigatori è quella dell’omessa sorveglianza da parte dei docenti e del personale scolastico, anche sulla base del regolamento dell’istituto sulla vigilanza degli alunni.

Dai primi rilievi della polizia scientifica, infatti, non sarebbero emerse violazioni alle norme di sicurezza da parte della scuola.

In particolare, si ipotizza che il bimbo, che era uscito dall’aula da solo per andare in bagno, tornando in classe possa essere salito su una sedia per scavalcare la ringhiera e sia poi precipitato giù, fino al piano interrato.

Il Ministro dell’Istruzione, Lorenzo Fioramonti ha fatto sapere di aver disposto tutti gli accertamenti dovuti, confidando nel lavoro della magistratura. “Il mio pensiero oggi – ha scritto sulla propria pagina Facebook – è però solo quello di un padre. È un giorno di lutto per tutto il mondo della scuola”.

Nel corso di un convegno il titolare del MIUR ha poi sottolineato che “in un Paese in cui tante scuole sono in difficoltà, il personale è sottopagato e insufficiente, le strutture non sono adeguate, non si può fare a meno di pensare che se avessimo investito in maniera diversa qualche tragedia forse ce la saremmo potuta evitare”.

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