Il ministro Beatrice Lorenzin ha invitato Aifa ad aprire le prescrizioni di farmaci innovativi anche ai medici di famiglia. Soddisfazione da Fnomceo
Il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ha deciso di invitare l’Aifa (Agenzia Italiana del Farmaco) ad aprire verso le prescrizioni di farmaci innovativi anche ai medici di famiglia.
La notizia è stata accolta molto positivamente da Filippo Anelli, presidente Fnmoceo.
“Apprendiamo con soddisfazione – scrive Anelli – che il ministro della Salute Beatrice Lorenzin condivide e supporta pienamente la scelta di consentire ai medici di Medicina Generale la facoltà, ad oggi riservata agli specialisti di branca, di prescrivere medicinali innovativi, che abbiano dimostrato un adeguato profilo di efficacia e sicurezza, per alcune patologie croniche diffuse”.
Un passo importante, quello del ministro Lorenzin, che già subito dopo la riunione del Tavolo sulla Cronicità, aveva scritto al Direttore Generale dell’Aifa Mario Melazzini.
L’obiettivo era chiedere di ‘valutare la possibilità di individuare alcune patologie croniche diffuse, i cui trattamenti siano oggi prescrivibili esclusivamente dai medici specialistici, e di estendere tale facoltà anche ai medici di medicina generale’.
Secondo il ministro Lorenzin, in questo modo i medici di medicina generale potranno prescrivere terapie ormai consolidate e sicure.
Non solo. Avranno anche modo di “monitorare l’andamento dei piani terapeutici, a vantaggio di una maggiore aderenza terapeutica e riduzione dei tempi di accesso alle cure”.
La scelta del ministero di invitare Aifa ad aprire verso le prescrizioni di farmaci innovativi anche per i medici di famiglia è, per Anelli, una decisione importante.
E questo per due motivi. Il primo, che riguarda i pazienti cronici. L’altro, non meno importante, che concerne le competenze dei medici di famiglia.
“Apprezziamo l’iniziativa del Ministro – continua Anelli – che va nel duplice senso positivo di venire incontro alle necessità dei pazienti cronici, che potranno essere curati sul territorio nella miglior maniera possibile, e di riconoscere a tutti i medici, come previsto anche dal nostro Codice Deontologico, oltre che dalla Legge, le competenze previste negli obiettivi formativi degli Ordinamenti didattici dei Corsi di Laurea”.
Un altro aspetto da non sottovalutare, infine, sono le ricadute economiche positive di tale scelta.
Se attuata, infatti, i vantaggi sarebbero oggettivi per tutto il Servizio sanitario nazionale, anche in termini di efficienza e aderenza terapeutica.
Anelli ha poi concluso dichiarandosi certo che il Direttore Melazzini, “saprà prendere una decisione rapida e competente in materia”.
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