È in arrivo la proposta di direttiva del Parlamento Europeo per estendere il telepass in tutta Europa. Ecco di cosa si tratta
Potrebbe diventare presto realtà il Telepass in tutta Europa, innovazione che costituirebbe un ulteriore passo avanti verso l’unione degli Stati, oltre le frontiere.
Il tema che vorrebbe il Telepass in tutta Europa è trattato nella proposta di direttiva (0128 del 2017) del Parlamento europeo e del Consiglio concernente l’interoperabilità dei sistemi di telepedaggio stradale.
L’obiettivo sarebbe quello di agevolare lo scambio transfrontaliero di informazioni sul mancato pagamento dei pedaggi stradali nell’Unione.
Una proposta, questa, di cui si discute da molti anni.
È infatti dal 2004 che il telepass europeo è legiferato in una direttiva alla quale è stata data attuazione solo 5 anni dopo.
Tuttavia, è bene ricordare che il Telepass in tutta Europa – attualmente – è limitato ai mezzi pesanti e solo in alcuni Paesi.
Per tale ragione, la Ue sta preparando modifiche della direttiva 2004/52, per la diffusione dei metodi per pagare senza fermarsi ai caselli.
Una modifica tesa comunque ad assicurare prezzi bassi, così come a facilitare il recupero dei pedaggi non pagati anche quando il debitore è straniero.
In questo caso, viene stabilito un meccanismo analogo a quello delle sanzioni per le infrazioni stradali ritenute più gravi.
Si parla, quindi, di collegamenti telematici tra gli Stati per rintracciare direttamente i proprietari di veicoli immatricolati all’estero e così notificare loro la richiesta di pagamento.
La direttiva proposta dal Parlamento UE parte dal bisogno di “eliminare gli ostacoli artificiali al funzionamento del mercato interno, pur rispettando la possibilità per gli Stati membri e l’Unione di attuare politiche diverse di tariffazione per tutti i tipi di veicoli, a livello locale, nazionale o internazionale”.
Non solo. Le apparecchiature installate a bordo dei veicoli dovrebbero consentire l’attuazione di queste politiche di tariffazione. Il tutto nel rispetto dei principi di non discriminazione tra i cittadini di tutti gli Stati membri.
“È dunque necessario – afferma la proposta – garantire al più presto l’interoperabilità dei sistemi di telepedaggio a livello dell’Unione, limitando, per quanto possibile, i costi relativi agli impianti di pertinenza dei gestori stradali e i costi del servizio del telepedaggio”.
Per quel che concerne le modalità d’impiego, per fare passi avanti “in futuro dovrebbe essere vagliata – si legge nella proposta – la possibilità di esplorare eventuali sinergie fra la piattaforma del telepedaggio e i sistemi di trasporto intelligenti cooperativi, attraverso un’attenta analisi costi-benefici”.
Inoltre, la direttiva UE dovrebbe lasciare invariata la libertà degli Stati membri di definire norme che disciplinano il regime tariffario delle infrastrutture stradali e le questioni di natura fiscale.
Tuttavia stabilisce che l’estensione del Telepass in tutta Europa favorirebbe l’attuazione degli obiettivi definiti dalla normativa dell’Unione in materia di pedaggi stradali.
Intanto, tra una settimane scade il termine per la presentazione degli emendamenti. Se ne discuterà in aula il 24 aprile, il 15 maggio il report sarà poi votato in commissione Trasporti. Infine, dovrà essere licenziato a luglio in sessione plenaria a Strasburgo. Dopo un numero variabile di sedute si deciderà, ma non prima del prossimo autunno.
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