Il proprietario è tenuto anche in via extracontrattuale a risarcire i danni causati dal proprio animale, a maggior ragione nel rapporto di locazione

“Il proprietario dell’animale è tenuto anche in via extracontrattuale alla rifusione dei danni ai beni altrui, causati dal proprio animale, tanto più nel rapporto di locazione ove grava sul conduttore un obbligo di diligente custodia del bene e che prevede un espresso divieto di tenere animali quando possono nuocere all’immobile”. 

In tali termini si è espresso il Tribunale di Monza (sez. II Civile, sentenza n. 923 del 15 luglio 2020).

La vicenda trae origine dalla richiesta di risarcimento dei danni avanzata dai proprietari dell’appartamento nei confronti dell’affittuario per i danni provocati dal gatto domestico.

In particolare, terminata la locazione dell’appartamento i conduttori riconsegnavano l’immobile al titolare dell’agenzia immobiliare che nel verbale di riconsegna segnalava la presenza di “danni al divano da verificare”.

Dopo la riconsegna, la proprietaria dell’appartamento denunciava ulteriori danni al bene che quantificava in una somma pari al deposito cauzionale versato dai conduttori all’atto della presa in consegna dell’immobile, pari ad euro 3.000,00.

Gli affittuari offrivano il risarcimento del danno al divano provocato dal gatto, riconoscendo che, ai sensi dell’art. 11 del contratto di locazione, veniva stabilito il divieto di tenere animali che potessero causare danni all’appartamento.

La proprietaria rifiutava la restituzione della cauzione e i conduttori si rivolgevano al Tribunale per il rimborso degli importi consegnati.

Dalla fase istruttoria emerge che oltre ai danni al divano indicati nel verbale di riconsegna non risultano provati gli ulteriori danni lamentati.

Per tale ragione viene accertato che il danno al divano era evidentemente derivato da un uso del bene non conforme al contratto, che prevedeva il divieto di tenere animali, e dichiarato che i conduttori sono tenuti alla refusione di quanto causato dal proprio gatto.

Il danno al divano viene liquidato equitativamente considerato l’uso, mentre gli altri danni lamentati dai proprietari attraverso fotografie dell’arredamento sono da considerarsi privi di prova anche in considerazione della sola produzione di preventivi di spesa e non di fatture.

La prova del danno non può ritenersi in re ipsa poiché deve consistere nella prova della necessità di sostituire il bene ovvero nella necessità di una riduzione del canone o di una perdita di mensilità dei canoni per una maggiore difficoltà di trovare soggetti interessati, dovuta proprio alle condizioni dell’immobile.

Il conduttore, dunque, non è obbligato al risarcimento se dal deterioramento della cosa locata, superiore a quello corrispondente all’uso della cosa in conformità del contratto, non è derivato, per particolari circostanze, un danno patrimoniale al locatore.

Per tali ragioni il Tribunale condanna la proprietaria dell’appartamento al pagamento, in favore dei conduttori, della somma di euro 2.500,00 ed alla refusione delle spese di lite.

Avv. Emanuela Foligno

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