Respinto il ricorso di una cittadina in relazione alla decorrenza dell’accertamento dei requisiti per l’accompagnamento

Con l’ordinanza n. 4995/2021 la Cassazione ha respinto il ricorso di una cittadina contro la decisione del Giudici del merito che accertava i requisiti per l’accompagnamento con decorrenza dal 4.1.2018. Il Tribunale, ai fini del giudizio relativo alla decorrenza, aveva ritenuto che il dissenso in ordine alla decorrenza dell’accertamento per ottenere l’indennità in ragione della patologia lamentata – morbo di Alzheimer- non fosse supportato da valutazioni medico legali “stante l’assenza di un consulente di parte in occasione della visita peritale che ben avrebbe potuto obiettare quanto concluso dal CTU”.

La donna, nel rivolgersi alla Suprema Corte contestava al Giudice a quo di aver ritenuto obbligatoria la nomina di un CTP che, viceversa, è solo facoltativa; nella fattispecie, poi, evidenziava come fosse affetta da Morbo di Alzheimer di grado severo, patologia documentata sin dall’11.10.2016, e che tale circostanza, evidenziata già in sede di accertamento tecnico preventivo, non fosse stata adeguatamente indagata dal perito del Tribunale.

I Giudici del Palazzaccio, tuttavia, hanno evidenziato come, nella sentenza impugnata, non vi fossero affermazioni in contrasto con la previsione dell’art. 201 cod.proc.civ. che stabilisce la mera facoltà – e non la necessità – per la parte di nominare un consulente.

Il Tribunale, infatti, aveva aderito alle conclusioni del consulente e giudicato i rilievi mossi dalla ricorrente non “supportati da motivazioni medico legali”; tale convincimento era stato liberamente tratto (anche) “dall’assenza di un consulente di parte in occasione della visita peritale” senza però che la sentenza impugnata mettesse in discussione la possibilità, per la parte, di contrastare, comunque ed in altro modo (cioè direttamente a mezzo della difesa tecnica) gli esiti delle indagini medico-legali.

La Cassazione ha poi evidenziato come il ricorso non riportasse, in modo adeguato e funzionale a sorreggere le critiche, il contenuto dell’elaborato peritale, indispensabile, invece, a verificare l’effettiva omissione di valutazione del certificato del 2016, di cui, ai fini di decorrenza dell’accertamento sanitario utile, si assumeva portata decisiva. Tale carenza risultava tanto più significativa dal momento che era lo stesso ricorrente a dedurre di aver presentato osservazioni al CTU, nel termine concessogli, e che, con esse, aveva evidenziato la preesistenza, rispetto alla domanda amministrativa, dell’affezione del Morbo di Alzheimer di grado severo; tuttavia, anche all’esito delle stesse, il consulente confermava le precedenti conclusioni.

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