Con l’entrata in vigore della legge sulla concorrenza, sono cambiate le regole in merito al risarcimento danni per gli incidenti stradali

La legge sulla concorrenza emanata la scorsa estate ha introdotto molte novità, tra cui quelle che riguardano il risarcimento danni per gli incidenti stradali. Questa ha provveduto a cambiare in modo rilevante le regole per la gestione delle polizze e i risarcimenti.
Ma vediamo nel dettaglio come cambia il risarcimento dei danni per gli incidenti stradali.
Per quanto riguarda i testimoni in caso di incidente con soli danni a cose. ora vanno indicati alla propria assicurazione tempestivamente.
Nel caso in cui il danneggiato non provveda spontaneamente, l’assicurazione è tenuta a ricordarglielo entro 60 giorni dall’incidente tramite raccomandata.
A questo, l’assicurato deve rispondere nei successivi 60 giorni. Se questo non avviene, i testimoni non potranno essere più indicati.
Ne consegue che non si potrà ricorrere alla prova testimoniale nella successiva eventuale causa che dovesse instaurarsi in relazione all’incidente.
Esistono tuttavia delle eccezioni.
È il caso in cui nell’immediatezza dell’incidente non sia stato possibile identificare i testimoni oppure questi ultimi siano stati comunque identificati dalla polizia.
Considerato poi che la nuova regola riguarda esclusivamente i danni alle cose, la stessa non è applicabile in caso di lesioni personali.

Gli stessi testimoni, in ogni caso, potranno essere citati al massimo in tre cause in cinque anni.

La loro deposizione sarà valutata dal giudice, con conseguenze indebolimento del loro ruolo nel processo.
Un’altra novità importante in merito al risarcimento danni per gli incidenti stradali, riguarda la scatola nera.
Si tratta di un dispositivo elettronico dotato di gps che registra numerosi dati sulla condotta di guida del conducente e che, pertanto, risulta fondamentale in caso di sinistro stradale.
Con la legge sulla concorrenza, infatti, la scatola nera ha valore di prova in giudizio.
Non solo.
Gli assicurati che accettano di installare la scatola nera sul proprio veicolo acquisiscono in automatico il diritto a uno sconto sulla polizza.
Sconto che viene meno – e si dovrà restituire quanto indebitamente risparmiato – se si contravviene al divieto di disinstallare, manomettere o rendere comunque non funzionante la scatola nera.

Un’ulteriore modifica riguarda la possibilità per il danneggiato di cedere il credito vantato nei confronti dell’assicurazione al carrozziere che gli riparerà l’auto.

In questo modo non dovrà corrispondere personalmente alcunché: l’officina riparerà l’auto tempestivamente e poi subentrerà nei diritti del danneggiato relativi al pagamento dell’indennizzo.
Per quanto concerne il danno biologico, la legge sulla concorrenza prevede la predisposizione di una tabella nazionale unica per le cd. macrolesioni.
Si tratta di quelle lesioni all’integrità psicofisica comprese tra il 10% e il 100%, con fissazione del valore pecuniario da attribuire ad ogni singolo punto.
In essi sono ricompresi i coefficienti di variazione connessi all’età del danneggiato.
Alla tabella per le macrolesioni si affiancherò la tabella per le cd. microlesioni, ovverosia quelle comprese tra l’1% e il 9%.
Tutte e due le tabelle sono soggette alla rivalutazione annuale Istat.
Inoltre, non precludono la possibilità per il giudice di aumentare il risarcimento in alcuni casi specifici.
Si tratta dei casi in cui vi siano lesioni di aspetti dinamico-relazionali documentati e accertati.
Ad esempio, quelle lesioni che abbiano causato una sofferenza psico-fisica intensa, per massimo il 30% o il 20%, a seconda che si tratti di macrolesioni o di microlesioni.
Per quanto riguarda il danno biologico permanente, nel risarcimento danni per gli incidenti stradali occorre l’accertamento mediante esami clinici strumentali in caso di lesioni di lieve entità.
Questo ad eccezione delle lesioni visibili, come le cicatrici.

Laddove sorga il sospetto di frode, la legge sulla concorrenza esonera le compagnie assicurative dal formulare un’offerta risarcitoria nei termini previsti dal codice dell’assicurazione.

Infine, quanto ai termini per fare causa, vi sono delle tempistiche precise.
Se infatti l’assicurazione non provvede al risarcimento, il danneggiato può ricorrere al giudice per far valere le proprie ragioni solo dopo aver ricevuto le determinazioni conclusive della compagnia in merito all’incidente stradale o dopo che siano trascorsi 60 giorni di sospensione della procedura.
Resta fermo il diritto di accedere agli atti.
 
 
 
 
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