Riunito, dopo due anni di sospensione, il Tavolo per la sicurezza degli operatori sanitari. Il Ministro: prenderci cura di chi si prende cura di noi

“Dobbiamo prenderci cura di chi si prende cura di noi. Le aggressioni e le violenze sono inaccettabili”. Così, in un post su Facebook, il Ministro della Salute, Roberto Speranza, sulla riunione del tavolo per la sicurezza degli operatori sanitari che si è tenuto ieri. Speranza ha annunciato che la legge per tutelare chi lavora nell’ambito Salute sarà approvata al più presto, con dei miglioramenti del testo nel passaggio alla Camera.

Al Tavolo, riattivato dopo due anni di sospensione, siedono, oltre al Ministro e al suo staff, le Federazioni degli Ordini delle Professioni sanitarie (medici, infermieri, veterinari, farmacisti e ostetriche), il Comandante dei Nas, il direttore generale dell’Agenzia per i servizi sanitari regionali e i direttori generali della Prevenzione, della Programmazione, della Sanità animale e dei Farmaci veterinari e delle Professioni sanitarie del Ministero.

Soddisfatto per l’incontro il presidente della FNOMCeO, Filippo Anelli, che ha ringraziato il Ministro per la sensibilità dimostrata su questo tema.

“Abbiamo trovato grande sintonia d’intenti – ha affermato – e disponibilità a migliorare ulteriormente il Disegno di Legge attualmente all’esame delle Commissioni riunite Giustizia e Affari Sociali della Camera, in modo da licenziare presto un provvedimento efficace e realmente preventivo”.

 “Lo strumento del Tavolo con gli operatori sanitari – spiega Anelli – è stato molto apprezzato dal Ministro, e potrebbe diventare un mezzo snello ed efficiente di consultazione delle Federazioni, in veste di Enti sussidiari dello Stato che garantiscono la tutela della salute”.

Per il segretario della Federazione dei medici, Roberto Monaco, “la ‘Legge 24’,prima di parlare di responsabilità, mette l’accento sulla sicurezza delle cure, e questa non è intesa solo verso i pazienti ma anche verso gli operatori”. Pertanto, “nella gestione del rischio -proaggiunge – dobbiamo considerare le aggressioni agli operatori come ‘eventi sentinella’, per comprendere ed eliminare le falle dei sistemi organizzativi e prevenire nuovi episodi”.

“Siamo sulla strada giusta”, conclude Anelli

“Abbiamo recepito da parte del Ministero la volontà di porre estrema attenzione alla materia, definita ‘urgente ed importante’. Mentre il Parlamento sta lavorando su un provvedimento che finalmente prevede la procedibilità d’ufficio per i reati di percosse e lesioni quando ricorra l’aggravante del fatto commesso con violenza o minaccia in danno degli operatori sanitari e socio-sanitari”.

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