E’ il risultato dell’indagine condotta dall’Istituto Demoskopika sull’indice di performance sanitario regionale. In coda la Calabria

Il Piemonte supera il Trentino Alto Adige e spicca nel panorama nazionale per efficienza del sistema sanitario; in coda, invece, si conferma la Calabria, con bene sei Regioni del sud nelle ultime posizioni. Il Lazio precipita di 10 posizioni rispetto al precedente anno; escono inoltre dall’area di eccellenza anche Umbria e Liguria. Nell’area dei sistemi sanitari più virtuosi, oltre al Piemonte e al Trentino, figurano altre due Regioni del nord, ovvero Lombardia e Emilia Romagna.
E’ quanto emerge dall’Indice di performance sanitaria realizzato dall’Istituto Demoskopika sulla base di 7 indicatori: soddisfazione sui servizi sanitari, mobilità attiva, mobilità passiva, spesa sanitaria, famiglie impoverite a causa di spese sanitarie out of pocket, spese legali per liti da contenzioso e da sentenze sfavorevoli, costi della politica. L’indagine conferma un altro dato allarmante: nel 2016 poco meno di una famiglia su due (47,1%) in Italia ha rinunciato alle cure. Tra i fattori principali figurano i “motivi economici” e le lunghe liste di attesa rispettivamente nel 17,4% e nel 12,8% dei casi.
Circa la soddisfazione dei servizi sanitari, circa un italiano su tre (34,2%) dichiara di essere soddisfatto rispetto a assistenza medica, assistenza infermieristica, vitto e servizi igienici. Quanto alla mobilità dei pazienti, in valori assoluti, le realtà più attrattive sono la Lombardia (78 mila ricoveri extraregionali), l’Emilia Romagna (54 mila ricoveri extraregionali), il Lazio (38 mila ricoveri extraregionali), la Toscana (34 mila ricoveri extraregionali) ed il Veneto (28 mila ricoveri extraregionali). Per la mobilità passiva in prima posizione si colloca la Basilicata, con un ‘indice di fuga’ (percentuale dei residenti ricoverati presso strutture sanitarie di altre regioni sul totale dei ricoveri sia intra che extra regionali) pari al 24,1%; i più ‘fedeli’ al loro sistema sanitario risultano invece i lombardi con appena il 4% di ricoveri fuori regione dei residenti.
Sempre nel 2016, le spese legali per liti, da contenzioso e da sentenze sfavorevoli, sostenute dal comparto sanitario italiano ammontano a poco più di 191 milioni di euro, circa 523 mila euro al giorno. Le strutture sanitarie meridionali risultano essere le più litigiose con oltre il 60% delle spese legali complessive. Mantenere il management delle aziende ospedaliere, delle aziende sanitarie e delle strutture sanitarie, più in generale, è costato circa 311 milioni di euro nel 2016 con un lieve incremento, pari all’1%, rispetto all’anno precedente.

Quanto, infine, all’indicatore ‘famiglie impoverite’ – che esprime, in termini percentuali, le famiglie residenti che a causa delle spese sanitarie out of pocket (farmaci, case di cura, visite specialistiche, cure odontoiatriche, etc.) sono scese al di sotto della soglia di povertà – ancora una volta la classifica vede penalizzate le Regioni del sud con la Calabria in testa; seguono Sicilia, Abruzzo e Campania.

2 Commenti

  1. Io desidero fare una visita specialistica oculistica e vado a Novara allo sportello USL -il CUP 60GG.prima della mia necessita e mi confermano la vita 4 mesi dopo .Mi sono prenotata il 26-10-2017 e la visita è per il 21-02-2018 .Mi rivolgo al CUP e chiedo la visita intramedia e nessune ne era al corrente eppure è una legge molto vecchia. Mi rivolgo al funzionario Sig,TERUGGI e mi manda per il 21.12.2017 a Ghemme alle 08.00 per la visita .Mi documento su internet e trovo che aprono la struttura alle 09.00.Mi sento presa in giro. Con la presente chiedo a codesto ufficio perché non sono in uso le VISITE INTRAMEDIA? gradirei capire perché ?

    • Cara Annamaria le visite intramoenia sono previste per tutti i sanitari ospedalieri, dovrebbe solo cambiare ospedale probabilmente
      Un caro saluto
      CG

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