Il concorso letterario per la solidarietà, promosso dalla Società di San Vincenzo De Paoli, è rivolto ai detenuti delle carceri italiane. I premi vengono suddivisi tra il vincitore e una buona causa nel sociale
Imparando dagli errori del passato si può aprire un nuovo capitolo della propria esistenza e si può davvero fare qualcosa di buono ed utile non solo per se stessi, ma anche per gli altri. Questo il principio ispiratore del Premio ‘Carlo Castelli’ per la solidarietà, concorso letterario destinato ai detenuti delle carceri italiane.
A scrivere sono centinaia di reclusi che ogni anno partecipano con le proprie opere. L’iniziativa è promossa dalla Società di San Vincenzo De Paoli con la collaborazione del Ministero della Giustizia ed il patrocinio di Camera e Senato.
Quest’anno il concorso si tiene a Napoli, presso l’Istituto penale per minorenni di Nisida. Il tema dell’undicesima edizione è: “Un’altra strada era possibile: che cosa cambierei nella società e nella mia vita”.
Alla cerimonia di assegnazione dei premi seguirà un convegno dal titolo: “Strade sbagliate, vie alternative”. L’incontro vedrà la presenza di esperti relatori, tra cui Luigi Accattoli, Maria Rita Parsi, Laura Nota ed Ettore Cannavera. Prevista anche la partecipazione del Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Vincenzo Spadafora.
E’ importante sottolineare il ruolo pedagogico del carcere, che non deve essere solo punitivo ma riabilitativo.
“Scrivere è un modo per restituire almeno ciò che è possibile alla società, a chi è rimasto offeso, vittima di reati e di crimini”. Lo afferma il Presidente nazionale della Società di San Vincenzo De Paoli, Antonio Gianfico. “Per questo motivo – continua – abbiamo deciso di coinvolgere ancora di più i detenuti affinché con le loro testimonianze producano frutti non solo all’interno del carcere, ma anche all’esterno”.
Sono oltre 230 gli elaborati pervenuti alla giuria da molti istituti penitenziari di tutt’Italia. Tra questi, tre sono stati premiati e dieci segnalati. Questi ultimi, assieme alle opere vincitrici, sono stati segnalati raccolti nell’antologia “Alla ricerca della strada perduta”.
La formula del concorso è particolare. Si basa sulla solidarietà nella condivisione dei premi, che vengono suddivisi tra il vincitore e una buona causa nel sociale. L’obiettivo è permettere a chi ha sbagliato nella vita di riscattarsi offrendo un contributo alla società.
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