L’effettuazione di una manovra di sorpasso in prossimità di una curva con l’invasione dell’opposta corsia di marcia realizza tanto la fattispecie di sorpasso vietato quanto quella di circolazione contromano

La vicenda

Il Giudice di primo grado aveva rigettato il ricorso proposto da un automobilista contro il verbale di contestazione redatto dai Carabinieri a suo carico, per violazione dell’art. 143 C.d.S., comma 12 (“sorpasso contromano”), con conseguente applicazione della sanzione amministrativa e della sospensione della patente di guida per un mese.

Contro tale decisione il conducente aveva proposto appello denunciando, in primo luogo l’erronea indicazione all’interno del verbale impugnato, della norma violata, in quanto dalla descrizione dell’illecito la condotta veniva descritta come “soprasso contromano”, pertanto, essa doveva essere sanzionata ai sensi dell’art. 148 C.d.S. e non dell’art. 143 C.d.S., comma 12, che disciplina le norme di comportamento nella posizione dei veicoli sulla carreggiata. In secondo luogo, censurava il verbale per l’indeterminatezza della descrizione dei luoghi e del fatto.

Resisteva all’appello il Ministero dell’Interno nonché la Prefettura territoriale di Governo di Reggio Calabria.

Il Tribunale di Locri accoglieva l’appello e, per l’effetto, riformava il verbale di accertamento opposto condannando il ricorrente al pagamento della somma di 162 euro; condannava la Prefettura di Reggio Calabria al pagamento, in favore dell’appellante, delle spese del doppio grado di giudizio.

La contestazione mossa dal ricorrente concerneva la sussunzione della condotta sanzionata nell’alveo dell’art. 143 C.d.S., comma 12, laddove, invece, le regole sull’effettuazione della manovra di sorpasso sono contenute nell’art. 148 C.d.S.. Secondo il Tribunale di Locri tenuto conto di quanto già affermato dalla giurisprudenza di legittimità secondo cui: “In tema di sanzioni amministrative per violazione del codice della strada, non comporta nullità l’avere riportato nel verbale di contestazione un testo di legge diverso da quello violato, ove l’interessato sia stato posto in condizione di conoscere adeguatamente il fatto ascrittogli e dunque di esercitare il diritto di difesa”, il verbale di contestazione era viziato ma tale difformità non ne determinava la nullità ma soltanto la riforma rispetto all’entità della sanzione.

Per la cassazione della sentenza ha proposto ricorso il Ministero dell’Interno, congiuntamente alla Prefettura.

I ricorrenti lamentavano il fatto che il Tribunale non avesse ritenuto che l’effettuazione di una manovra di sorpasso in prossimità di una curva con l’invasione dell’opposta corsia di marcia realizzi tanto la fattispecie di sorpasso vietato quanto quella di circolazione contromano, non sussistendo tra le due violazioni un rapporto di specialità bensì di concorso formale.

Ebbene, la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso perché fondato (Sesta Sezione Civile, sentenza n. 1683/2019).

Come è stato già affermato dalla Suprema Corte, con la sentenza n. 21083 del 2006, richiamata dallo stesso ricorrente: “il sorpasso che, in quanto necessario per evitare intralci alla circolazione e sveltire il traffico, costituisce una manovra connaturale alla circolazione dei veicoli e sempre consentita, salvo che non ricorrano le condizioni di pericolo specificamente menzionate nell’art. 148 C.d.S., non comporta necessariamente l’invasione dell’opposta corsia di marcia e da essa prescinde la disciplina per esso stabilita, limitandosi questa a stabilire la regola comune che il sorpasso deve avvenire sulla sinistra del veicolo o di altro utente della strada che procede nella stessa corsia e che se la carreggiata o semicarreggiata sono suddivise in più corsie, il sorpasso deve essere effettuato sulla corsia immediatamente alla sinistra del veicolo che si intende sorpassare”.

Il divieto di sorpasso in prossimità o in corrispondenza di curve

“Il divieto di sorpasso in prossimità o in corrispondenza delle curve o dei dossi e in ogni caso di scarsa visibilità, stabilito dall’art. 148 C.d.S., comma 10, ha conseguentemente l’esclusiva finalità di prevenire il non avvertibile pericolo derivante dalla possibilità che un veicolo procedente in senso inverso abbia invaso la parte della carreggiata percorsa dai veicoli procedenti in senso inverso e, in generale, che la riduzione dello spazio di manovra non consenta ai veicoli coinvolti in un sorpasso di evitare gli ostacoli alla normale circolazione non percepibili dai loro conducenti con la normale tempestività” (cfr., tra le altre, in rif. art. 106 cod. abrog.: cass. pen., sez. Quarta, 4 febbraio 1983, n. 1566).

Pertanto, l’obbligo imposto ai veicoli dall’art. 143 C.d.S., di circolare sulla parte destra della carreggiata, oltre che in prossimità del margine destro della medesima, anche quando la strada è libera, e la previsione di una particolare sanzione per colui che circola contromano in corrispondenza della curve e dei raccordi convessi o in ogni altro caso di limitata visibilità, non mira a tutelare la possibilità di reagire efficacemente ad un altrui comportamento pericoloso, ma ad impedire che la violazione del precetto venga posta in essere mediante l’invasione dell’opposta corsia di marcia in situazioni che non garantiscano che la stessa, oltre ad essere necessitata, sia anche consentita dalle condizioni del flusso veicolare opposto e che, in ogni caso, sia rilevabile dai veicoli sopraggiungenti nell’altra corsia e consenta ai loro conducenti di adeguare a detta invasione la propria condotta.

La decisione

Ne deriva che l’effettuazione di una manovra di sorpasso in prossimità di una curva con l’invasione dell’opposta corsia di marcia, realizza, conseguentemente, tanto la fattispecie di un sorpasso vietato quanto quella della circolazione contro mano, non sussistendo tra le due violazioni un rapporto di specialità, bensì di concorso formale.

Facendo applicazione dei richiamati principi di diritto l’originario verbale di contestazione doveva perciò, ritenersi legittimo.

Per queste ragioni, la Suprema Corte ha accolto il ricorso e la sentenza impugnata è stata cassata con rinvio per un nuovo esame della vicenda.

La redazione giuridica

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