Con una ordinanza riguardante la stepchild adoption, la Cassazione ha sancito che l’interesse preminente è quello del minore.
Con una storica ordinanza, la n. 14007/2018, la Corte di Cassazione ha sancito un principio importante riguardante la stepchild adoption. I giudici hanno infatti trascritto in Italia una adozione concessa all’estero a una coppia composta da due donne.
Per i giudici, infatti, ciò che conta è l’interesse preminente del minore.
E, pertanto, un sindaco non può rifiutare di trascrivere nei registri degli atti di nascita l’adozione di un minore concessa all’estero a una coppia omosessuale, regolarmente sposata in base alla legge del paese di origine.
La vicenda
Nel caso di specie, la Cassazione ha escluso che sia contraria all’ordine pubblico la trascrizione in Italia delle sentenze con le quali il giudice francese aveva dato l’ok all’adozione reciproca dei rispettivi figli, avuti da due donne, con l’inseminazione artificiale.
Le due donne, madri biologiche, sono entrambe cittadine francesi, residenti in provincia di Avellino, dove sono nati i bambini, anche loro cittadini francesi.
Pertanto, viene confermata – di fatto – nell’ordinamento italiano la sentenza con cui la Corte d’appello aveva riconosciuto l’efficacia dell’adozione di due minori, concessa con sentenza in Francia a una coppia omosessuale, in base alla quale era stato ordinato all’Ufficiale di stato civile italiano di trascrivere nei registri degli atti di nascita dei figli.
Gli Ermellini hanno quindi respinto il ricorso dei sindaci contro il riconoscimento dell’adozione.
Questi hanno infatti evidenziato come, a prevalere, debba essere sempre l’interesse superiore del minore (già riconosciuto in Francia) a vivere “in modo stabile in un ambiente domestico armonioso e ad essere educato e assistito nella crescita con equilibrio e rispetto dei suoi diritti fondamentali”.
Per i giudici di secondo grado, le adozioni comportavano da parte dei minori l’acquisizione dello status di figli legittimi delle due richiedenti. Le adozioni erano state infatti pronunciate in uno Stato europeo.
Le due donne, inoltre, erano sposate regolarmente secondo la legislazione dello stato di cittadinanza.
Ne consegue pertanto che la stepchild adoption non risultava contraria all’ordine pubblico.
Ciò in quanto dal rapporto di adozione scaturivano una serie di diritti e doveri.
Questi ultimi corrispondevano, come già previsto dal giudice francese, all’interesse superiore del minore.
Allo stesso modo, alla stepchild adoption e al suo riconoscimento dovevano corrispondere il mantenimento della vita familiare costruita con entrambe le figure genitoriali. Infine, era cruciale conservare le positive relazioni affettive ed educative già ampiamente consolidatesi.
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