La struttura sanitaria ha fatto sapere che il decesso della studentessa di 19 anni scomparsa lunedì scorso è da attribuire a uno shock settico originato da Neisseria Meningitidis di Gruppo C

Non è stata la meningite a uccidere la studentessa di 19 anni morta lunedì scorso agli Spedali Civili di Brescia. Lo ha annunciato il direttore generale della struttura sanitaria, Gianmarco Trivelli, che ha spiegato come, sulla base dei riscontri autoptici, il decesso sia da ricondurre a una infezione generalizzata fulminante non prevedibile. “Il liquor era pulito – ha dichiarato – e le meningi intatte. Il batterio all’origine di questa infezione è il meningococco di tipo C”.

La ragazza era stata colta da un malore mentre si trovava sui banchi dell’Università Cattolica. Era stata ricoverata con sintomi lievi, ma nel corso della serata il suo quadro clinico si era drammaticamente aggravato, sino al tragico epilogo.

La Regione aveva immediatamente fatto scattare, attraverso le Ats competenti, la profilassi antibiotica precauzionale nei confronti dei familiari, di 90 studenti dell’Ateneo del capoluogo di provincia lombardo e delle persone che erano state a contatto con la giovane nei giorni precedenti.

Sul caso la Procura ha aperto un fascicolo per omicidio colposo.

In vista dell’esame necroscopico sono stati iscritti nel registro degli indagati sette medici, ovvero i professionisti che hanno preso in carico la paziente dal momento dell’arrivo al Pronto soccorso fino al decesso. Un atto dovuto, quello della magistratura, per consentire loro di partecipare agli accertamenti post mortem attraverso la nomina di propri consulenti.

“Anche tutti noi, come i familiari – fanno sapere dall’ospedale -, di fronte a un così tragico evento non possiamo non porci la domanda se avremmo potuto fare qualche cosa di più o di diverso per impedire la morte della giovane. Allo stato attuale delle conoscenze e sulla base dei primi approfondimenti esperiti resta la diagnosi di shock settico originato da Neisseria Meningitidis di Gruppo C, non esitata in evidenza clinica di meningite, e appare che la sequenza degli interventi effettuati è stata completa e adeguata”.

Dopo l’autopsia il sostituto procuratore ha firmato il nullaosta alla sepoltura.

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