Nessun ristoro per i danni lamentati da un centauro coinvolto in un tamponamento tra moto (Cassazione civile n. 15234/2021)

Con l’ordinanza n. 15234/2021 la Cassazione si è pronunciata sul ricorso di un motociclista che aveva agito in giudizio nei confronti di un altro centauro e della relativa compagnia assicurativa chiedendo che fossero condannati al risarcimento dei danni da lui subiti in occasione di un tamponamento fra moto.

Espletata prova per interpello e per testi e fatta svolgere una c.t.u., il Tribunale aveva rigettato la domanda condannando l’attore al pagamento delle spese di giudizio, comprensive di quelle della consulenza tecnica. La pronuncia era stata confermata anche dalla Corte territoriale, con condanna dell’appellante alla rifusione delle ulteriori spese del grado.

Nel rivolgersi alla Suprema Corte, il ricorrente lamentava che la sentenza impugnata avrebbe compiuto una valutazione non corretta delle differenti deposizioni testimoniali, non considerando che il rapporto redatto dai Carabinieri era manchevole, mentre nessun elemento consentiva di affermare che la sua caduta dalla moto fosse avvenuta per cause indipendenti dal tamponamento.

Gli Ermellini, tuttavia, hanno ritenuto inammissibile la doglianza proposta.

La giurisprudenza di legittimità ha infatti in più occasioni ribadito che in materia di responsabilità da sinistri derivanti dalla circolazione stradale, la ricostruzione delle modalità del fatto generatore del danno, la valutazione della condotta dei singoli soggetti che vi sono coinvolti, l’accertamento e la graduazione della colpa, l’esistenza o l’esclusione del rapporto di causalità tra i comportamenti dei singoli soggetti e l’evento dannoso, integrano altrettanti giudizi di merito, come tali sottratti al sindacato di legittimità se il ragionamento posto a base delle conclusioni sia caratterizzato da completezza, correttezza e coerenza dal punto di vista logico-giuridico.

Nel caso in esame la Corte d’appello, con motivazione adeguata e priva di vizi logici, aveva illustrato con chiarezza le ragioni per le quali aveva ritenuto di confermare la pronuncia di rigetto del Tribunale, in particolare spiegando le ragioni per le quali la deposizione del carabiniere fosse da ritenere più credibile rispetto a quella dei testi indicati dall’attore. A fronte di simile ricostruzione, il ricorso, che ripeteva genericamente considerazioni già svolte in sede di appello e ritenute non fondate, si risolveva nell’evidente tentativo di ottenere un nuovo e non consentito esame del merito.

La redazione giuridica

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