Confermata in Cassazione la condanna per tentato furto aggravato nei confronti di un uomo accusato di atti idonei e diretti a impossessarsi di generi alimentari per un valore complessivo di poco più di 30 euro

Era stato condannato alla pena di mesi due di reclusione e 80 euro di multa per il reato di tentato furto aggravato. L’uomo, nello specifico, era accusato di aver compiuto atti idonei e diretti in modo non equivoco ad impossessarsi di generi alimentari per un valore complessivo di poco più di 30 euro, asportandoli dai banchi di vendita di un supermercato e occultandoli sotto la giacca, senza tuttavia riuscire nel proprio intento per cause indipendenti dalla sua volontà.

Nel ricorrere per cassazione per mezzo del proprio avvocato, l’imputato deduceva, tra gli altri motivi, il vizio di motivazione, ex art. 606, comma 1, lett. e), cod. proc. pen., in relazione all’insussistenza della causa di giustificazione dello stato di necessità.

Il ricorrente aveva infatti sostenuto di aver tentato il furto per fame, ma la Corte territoriale, aveva escluso tale esimente  ritenendo il valore della merce “non rilevante ma considerevole”.

La Suprema Corte, tuttavia, con la sentenza n. 11289/2020 ha ritenuto di non aderire alle argomentazioni proposte.

Nella sentenza impugnata – rilevano dal Palazzaccio – la Corte territoriale aveva rimarcato l’assenza di prova circa la finalità legata alla commissione del reato, ossia quella di sopperire a gravi ed urgenti esigenze alimentari. In tale contesto andava inteso il riferimento, in motivazione, al valore “non rilevante ma considerevole” delle merci sottratte. Invero hanno sottolineato i Giudici Ermellini –  pur trattandosi di una cifra modesta, la causa di giustificazione dello stato di necessità deve essere ricollegabile ad un bisogno impellente, e dunque a una sottrazione minimale, esigua, destinata ad una immediata soddisfazione dell’esigenza alimentare. Da li la decisione di respingere il ricorso in quanto inammissibile, condannando il ricorrente al pagamento delle spese processuali.

La redazione giuridica

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