Test della Pcr per evitare l’abuso di antibiotici

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Una ricerca dimostra che rilevando il valore della proteina C-reattiva, si potrebbero ridurre le prescrizioni di farmaci antimicrobici distinguendo le infezioni virali da quelle causate da batteri

Negli scorsi mesi l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha messo in evidenza come la resistenza agli antibiotici da parte di veri e propri super batteri abbia raggiunto livelli allarmanti in tutto il mondo. Per la comunità scientifica tra le principali cause di tale fenomeno vi sarebbe l’abuso di farmaci antimicrobici.

Un gruppo di ricercatori del Clinical Research Unit dell’Università di Oxford in Vietnam, ha dimostrato che un semplice test, della durata di pochi minuti, porterebbe a ridurre l’uso improprio di antibiotici per le infezioni respiratorie, anche nei bambini.

L’esame è incentrato sull’individuazione nel sangue della proteina C-reattiva (Pcr), un marker di infezioni causate da batteri: in caso di livelli bassi il test sarebbe indice di un’infezione virale e non ci sarebbe pertanto bisogno di una cura a base di antibiotici.

Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica The Lancet Global Health, si è basato sull’osservazione, in dieci centri di assistenza sanitaria primaria a Hanoi, la capitale del Vietnam, di 2000 pazienti, di cui metà bambini. Si tratta, in particolare, della prima volta che la valutazione per la Pcr è stata estesa anche ai più piccoli. Parte dei pazienti è stata sottoposto al test, gli altri no.

I risultati hanno dimostrato che il 64% di coloro che erano stati sottoposti a test aveva assunto antibiotici nell’arco di due settimane, mentre tra chi non lo era stato la percentuale saliva al 78%. Il recupero clinico invece era lo stesso per entrambi i gruppi.

Test simili sono stati consigliati anche dal Nice, il Sistema Sanitario Nazionale del Regno Unito, ma limitatamente ai casi di polmonite. Si tratterebbe di un utile strumento per il medico nell’ottica della riduzione delle prescrizioni di antimicrobici e di conseguenza della lotta all’antibioticoresistenza.

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