La catena di donazioni e trapianti crossover è stata realizzata grazie alla South Alliance for Transplant (SAT), un accordo internazionale che vede coinvolti anche Francia e Portogallo

Scambio di due reni tra Italia e Spagna. Lo scorso 22 ottobre è stata realizzata una catena di donazioni e trapianti “crossover”. Più specificamente una donna spagnola ha donato un rene a un paziente italiano, mentre la moglie di quest’ultimo, immunologicamente incompatibile con suo marito, ha “restituito” l’organo donandolo al figlio della prima donatore, in attesa di trapianto.

Teatro dei due interventi sono stati il Centro trapianti di rene e pancreas dell’Azienda ospedaliero-universitaria di Padova, diretto dal prof. Paolo Rigotti, e l’Unità di trapianto renale della Fondazione Puigvert dell’Università di Barcellona.

L’intervento padovano ė stato realizzato dalla professoressa Lucrezia Furian. Entrambi i pazienti e i loro rispettivi donatori sono già tornati a casa.

La donazione incrociata è stata realizzata grazie alla South Alliance for Transplant (SAT), un accordo internazionale che vede coinvolti Italia, Spagna, Francia e Portogallo per individuare programmi comuni di cooperazione con l’obiettivo di incrementare le risposte ai pazienti in attesa di ricevere un trapianto.

Grazie al complesso lavoro organizzativo del Centro Nazionale Trapianti e del Centro regionale trapianti del Veneto, diretto dal dott. Giuseppe Feltrin, per la prima volta lo scambio degli organi è avvenuto in simultanea e utilizzando un volo di linea.

Il rene del donatore spagnolo è arrivato all’aeroporto di Venezia a bordo di un velivolo della compagnia Vueling, che ha ospitato il contenitore isotermico nella cabina di pilotaggio. All’atterraggio gli operatori del 118 di Padova, coordinato dal dott. Andrea Spagna, hanno preso in consegna l’organo e hanno affidato all’equipaggio il rene del donatore italiano, che è decollato mezz’ora dopo alla volta di Barcellona.

Lo scambio era stato inizialmente programmato per la settimana precedente ma le manifestazioni che hanno bloccato lo scalo catalano avevano convinto il Centro nazionale trapianti e l’Organizacion nacional de trasplantes iberica a sospendere la procedura in attesa del ripristino delle migliori condizioni di sicurezza per il trasporto degli organi.

Sempre a fine ottobre, inoltre, si sono concluse con successo le prime due catene su scala nazionale di trapianti in modalità DECK, ovvero una serie di scambi crossover innescati però non da un donatore vivente ma da un deceduto.

Grazie alla donazione di due reni prelevati da un uomo deceduto in Lombardia, sono stati realizzati ben sei trapianti nei centri di Padova, Milano San Raffaele, Bergamo, Brescia e Roma Tor Vergata. Il protocollo DECK è un’idea tutta italiana, nata lo scorso anno grazie a una sperimentazione del Centro trapianti di rene di Padova.

Ad oggi – fa sapere il CNT – grazie a 20 catene crossover, la Rete nazionale ha realizzato 55 trapianti, con il coinvolgimento di 41 coppie donatore/ricevente e 8 donatori samaritani.

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