L’appuntamento ha visto l’avvio di un confronto tra FNOMCeO e l’esponente dell’Associazione Luca Coscioni sul tema del fine vita, alla luce della recente sentenza della Corte Costituzionale sull’aiuto al suicidio

Un incontro all’insegna del dialogo: è quello che si è tenuto ieri pomeriggio tra la Federazione nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e Odontoiatri (FNOMCeO) e Marco Cappato, dell’Associazione Luca Coscioni. Al centro dell’appuntamento il tema del fine vita e le ripercussioni della recente sentenza della Corte Costituzionale che – chiamata a esprimersi sulla questione di legittimità costituzionale sollevata proprio nel corso del processo a Cappato sull’accompagnamento del Dj Fabo in una clinica svizzera specializzata in suicidio assistito – ha stabilito che non è sempre punibile chi aiuta un’altra persona a morire.

“La sentenza va rispettata: questo – ha dichiarato il presidente della FNOMCeO, Filippo Anelli – è il punto fermo dal quale partire, per poi trovare la giusta collocazione e ruolo della Professione medica in questo processo. È chiaro che va tutelata la dignità del malato e il principio di autodeterminazione del cittadino, così come è altrettanto chiaro che non va forzata la coscienza del medico, che affonda le sue radici in un sentire che dura da millenni”.

“Analogamente a quanto avviene per i processi di cura, bisogna ragionare in termini di equipe multidisciplinari, che, rispettando le sensibilità e la deontologia delle diverse Professioni, assicurino al cittadino i suoi diritti”.

Anche Cappato ha mostrato soddisfazione per il canale di dialogo aperto con l’incontro.

“È fondamentale – ha affermato – che scelte così importanti, che riguardano le fasi finali della vita, siano improntate al massimo di libertà e responsabilità individuale e, al tempo stesso, al massimo di supporto da parte di professionisti che mettono le proprie competenze al servizio dei cittadini e delle loro libere determinazioni”.

“È dunque importante – ha aggiunto – che i medici possano, nelle diverse impostazioni culturali presenti all’interno della categoria, agire senza forzature in alcuna direzione, collaborando con le altre professionalità coinvolte e rispettando l’autodeterminazione del paziente. L’autodeterminazione andrà comunque garantita nell’applicazione concreta della nuova normativa emanata dalla Corte costituzionale, a nostro avviso modificando il Codice deontologico medico così come già avvenuto in passato nel rispetto delle rinnovate sensibilità e valutazioni giuridiche”.

“Aspettiamo di leggere la sentenza – ha concluso Anelli- per poi fissare un secondo incontro e definire insieme, anche ascoltando altre ‘anime’ della società civile, un punto di equilibrio tra tutte le legittime istanze e diritti. Quel che è certo è che noi medici non abbandoneremo i nostri malati, neppure in questi momenti estremi. Allo stesso modo, come FNOMCeO, Ente sussidiario dello Stato, non derogheremo alla nostra responsabilità di trovare soluzioni che contemperino tutti i diritti costituzionalmente protetti, dei quali la Legge ci nomina garanti”.

Leggi anche:

AIUTO AL SUICIDIO, LE REAZIONI ALLA SENTENZA DELLA CONSULTA

LASCIA UN COMMENTO O RACCONTACI LA TUA STORIA

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui