Trasfusioni di sangue infetto, responsabilità del Ministero anche senza obbligo normativo

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Danni da emotrasfusione avvenuta nel lontano 1963

Una paziente ha contratto l’HCV dopo ripetute trasfusioni di sangue infetto per un intervento chirurgico. La Corte ha chiarito che il Ministero della Salute può essere ritenuto responsabile anche in assenza di un obbligo normativo specifico, poiché sarebbe stato necessario adottare ulteriori cautele generiche per prevenire il danno (Corte di Cassazione, III civile, ordinanza 3 ottobre 2025, n. 26665).

I fatti

La paziente è stata sottoposta a numerose trasfusioni di sangue necessarie per poter effettuare un intervento chirurgico di splenectomia. Dimessa dal primo ospedale, è stata immediatamente dopo ricoverata presso altro istituto dove ha subito ulteriori interventi chirurgici e dove le analisi cliniche hanno evidenziato un innalzamento di enzimi epatici. Dopo una serie di altri esami, nel 2006, è stata riscontrata alla paziente la positività agli anticorpi HCV.2. Per tale ragione…

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