I Carabinieri di Livorno, nell’ambito di un’operazione denominata Triade sicura, hanno eseguito 10 misure cautelari per associazione per delinquere finalizzata alla corruzione ed al “fraudolento danneggiamento dei beni assicurati e mutilazione fraudolenta della propria persona”

“Associazione per delinquere” finalizzata alla “corruzione” e alla “istigazione alla corruzione di pubblici ufficiali” nonché al “fraudolento danneggiamento dei beni assicurati e mutilazione fraudolenta della propria persona”. Sono i reati contestati, a vario titolo, a 18 persone finite nel mirino della Procura di Livorno nell’ambito di un’operazione denominata Triade sicura. Per 10 di loro i Carabinieri hanno dato esecuzione a un’ordinanza di applicazione di misure cautelari emessa dal G.I.P. del Tribunale del capoluogo di provincia toscano. A carico di due associati, unitamente ad un terzo indagato in stato di libertà, vengono contestati anche l’“autoriciclaggio” e la “sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte”.

L’attività investigativa è iniziata nel maggio 2019, nei confronti di un medico legale operante a Livorno. Gli approfondimenti degli inquirenti hanno consentito di prospettare la sussistenza di una collaudata rete di professionisti – composta da 7 medici e 3 loro collaboratori, 6 avvocati, un fisioterapista ed un esperto informatico – che si occupava di falsificare la documentazione sanitaria ed informatica relativa a sinistri stradali, allo scopo di ottenere illeciti risarcimenti da parte delle compagnie assicurative.

In totale sono 35 gli incidenti per i quali l’associazione avrebbe chiesto ed ottenuto da importanti gruppi assicurativi risarcimenti di danni fisici, biologici ed esistenziali sovrastimati, per un valore complessivo di circa 650mila euro.

Sarebbero inoltre in corso accertamenti per ulteriori 6 sinistri in fase di liquidazione. Oltre agli associati risultano indagate altre 71 persone coinvolte negli incidenti che avrebbero consentito l’alterazione dei loro referti medici; nei loro confronti è stata notificata l’“informazione di garanzia” per il reato di “fraudolento danneggiamento dei beni assicurati e mutilazione fraudolenta della propria persona”.

A seguito di accertamenti patrimoniali, svolti in coordinamento con la Guardia di Finanza, a carico del principale indagato sono stati sequestrati quattro immobili e numerose opere d’arte di diversi autori italiani contemporanei, per un valore complessivo superiore ai 2 milioni di euro.

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