Concesso l’istituto della ‘messa alla prova’ all’allevatore sardo che alla presenza del figlio minore decise di punire l’animale, fino ad ucciderlo, per i danni commessi nella sua campagna

Uccise il proprio cane solo perché avrebbe infastidito le pecore del suo gregge. Il Tribunale di Nuoro ha deciso di concedere all’allevatore sardo l’istituto della messa alla prova, ex art.544 bis C.P., condannandolo a potare le aiuole in un Comune a pochi chilometri di distanza da quello di residenza.

L’uomo, alla presenza del figlio minore, aveva legato l’animale al gancio di traino della sua automobile, trascinandolo sull’asfalto fino ad ucciderlo. Ora, in base alla decisione del giudice, sconterà la pena per quanto commesso occupandosi di verde pubblico.

“L’istituto della messa alla prova – ha spiegato lo stesso avvocato dell’allevatore – mira alla rieducazione e alla riabilitazione di chi ha commesso reati di questo tipo servendo a far capire a chi sbaglia che si può riparare il danno con apporto fattivo”.

Ma la notizia ha creato molto malumore tra le associazioni animaliste, che hanno manifestato il proprio dissenso per una pena considerata troppo lieve in relazione alla gravità del reato commesso. Per la LAV (Lega Anti Vivisezione), in particolare, l’Istituto della messa alla prova, che estingue il reato stesso, non può trovare applicazione in casi di violenza, peraltro così efferata, in danno agli animali.

L’Associazione si era costituita parte civile nel procedimento con l’intento di devolvere un eventuale ad attività di contrasto al randagismo e di promozione di un corretto rapporto uomo/animali. “Ci aspettavamo che il tribunale volesse dare un segnale forte contro i reati in danno agli animali – ha affermato Ilaria Innocenti, responsabile Lav Area Animali Familiari – anche in considerazione dell’aggravante che la violenza fu perpetrata alla presenza di un minore della cui educazione l’uomo era ed è responsabile, ma così non è avvenuto. Chiediamo quindi al pm di impugnare l’ordinanza”.

La prossima udienza è fissata a ottobre 2017. Se il comportamento dell’uomo sarà valutato positivamente, il reato sarà estinto.

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