L’agente patogeno avrebbe un gene capace di renderlo invincibile e di diffondersi rapidamente da un ceppo all’altro

A pochi giorni di distanza dalla pubblicazione dello studio britannico “Review on Antimicrobial Resistance” che stimava, per il 2050, 10 milioni di morti a causa dei superbatteri, un nuovo allarme arriva dagli Stati Uniti, dove è stato registrato un singolare fenomeno di antibioticoresistenza.

Per la prima volta, infatti, è stata trovata una persona portatrice di un batterio appartenente al ceppo escherichia coli, con un gene, chiamato Mcr-1, che lo rende resistente a tutti gli antibiotici, persino alla colistina. Questo agente patogeno è stato definito dagli esperti “il batterio degli incubi”, in quanto alcuni casi può arrivare ad uccidere il 50% delle persone che ne vengono contagiate. Inoltre, sarebbe anche in grado di diffondersi facilmente da un ceppo all’altro e pertanto potrebbe avere un forte potenziale endemico.

Il batterio – secondo quanto emerso da uno studio pubblicato sulla rivista “Antimicrobial agents and chemotherapy” dell’American society for microbiology, – è stato individuato lo scorso mese nelle urine di una donna della Pennsylvania di 49 anni; una scoperta che per gli autori potrebbe rappresentare la fine di una tipologia di farmaci che hanno salvato molte vite e la necessità di trovare rapidamente nuove cure.

Secondo il rapporto, le condizioni della donna portatrice del batterio sono per ora buone, ma gli esperti dei Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (Cdc) stanno indagando sulle modalità in cui la paziente avrebbe contratto il micro-organismo, mentre le autorità sanitarie della Pennsylvania stanno contattando familiari e conoscenti per accertare che l’infezione non si sia diffusa.

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