Respinto il ricorso di un automobilista sorpreso a fare uso del cellulare mentre era alla guida del suo mezzo, nonostante la mancanza di prove circa il fatto che la vettura fosse in movimento

Con l’ordinanza n. 23331/2020 la Cassazione si è pronunciata sul ricorso di un automobilista sanzionato per aver fatto uso del cellulare durante la guida senza auricolare o apparato vivavoce e per aver proseguito la marcia nonostante il semaforo rosso.

In sede di merito il Giudice il giudice di pace aveva accolto il ricorso per la violazione dell’art. 146, comma 3, del codice della strada relativa all’attraversamento dell’incrocio con semaforo rosso, mentre aveva confermato l’ordinanza ingiunzione per la violazione dell’articolo 173 codice della strada relativa all’uso del telefono durante la guida.

La Corte territoriale aveva poi rigettato il motivo di appello relativo alla mancanza di prova circa il fatto che il veicolo guidato dal ricorrente si trovasse in movimento al momento dell’accertamento, in quanto il verbale faceva prima piena prova fino a querela di falso di quanto accertato dall’agente verbalizzante e, peraltro, la prova che il veicolo si trovasse in movimento sarebbe stata superflua.

Nel rivolgersi alla Suprema Corte il ricorrente eccepiva che non vi era alcuna prova della situazione di marcia del veicolo. Si faceva riferimento, infatti, alla sola guida, che ai sensi dell’articolo 157 codice della strada non può essere equiparata alla situazione di marcia.

Gli Ermellini, tuttavia, hanno ritenuto il motivo di doglianza manifestamente infondato.

Il ricorrente, infatti, era stato sanzionato perché durante la guida, mentre impegnava un incrocio, faceva uso di un apparecchio radio telefonico. In proposito la sentenza impugnata risultava correttamente motivata nella parte in cui affermava che il verbale faceva piena prova fino a querela di falso circa il fatto che la vettura fosse in movimento e la censura del ricorrente non si confrontava con tale affermazione.

In ogni caso, la Cassazione ha precisato che l’art. 157 c.d.s. dispone che per arresto si intende l’interruzione della marcia del veicolo dovuta ad esigenze della circolazione e, in questi casi, permane il divieto di far uso di apparecchi radiotelefonici. Infatti, sarebbe del tutto irragionevole immaginare che, in casi come quello in esame, il conducente, al momento di impegnare un incrocio in attesa del passaggio delle vetture con precedenza e con l’obbligo di sgomberare l’area il prima possibile, possa tranquillamente utilizzare un apparecchio radiomobile proprio nel momento di maggior pericolo, per il solo fatto che il veicolo si è momentaneamente arrestato.

La ratio del divieto di cui all’art. 173 comma 2, cod. strada (D.Lgs. n. 285 del 1992), infatti, risiede nell’impedire comportamenti che siano in grado di provocare una situazione di pericolosità nella circolazione stradale, inducendo il guidatore a distrarsi e a non consentire di avere con certezza il completo controllo del veicolo in movimento.

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