Il Comune è estraneo al rapporto contrattuale tra azienda fornitrice e fruitore

Il sindaco non può ordinare al gestore del servizio idrico di riallacciare la fornitura agli utenti morosi. Lo ha stabilito la sezione distaccata di Latina del Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio pronunciandosi sul ricorso presentato dalla società Acea Ato 5 s.p.a. nei confronti di un’ordinanza emanata dal primo cittadino del Comune di Cassino. Il provvedimento ingiungeva “il ripristino immediato dell’erogazione dell’acqua” in favore delle utenze domestiche di alcuni cittadini morosi a cui era stata sospesa la fornitura.
Il gestore del servizio idrico aveva evidenziato peraltro come la sospensione fosse avvenuta dopo ripetuti solleciti e preavvisi e a fronte di un cifra pari a circa 20mila euro. Secondo la società inoltre c’era stata un’errata applicazione da parte della municipalità dell’articolo 50, comma 5 del Testo unico degli enti locali (T.U.E.L.), relativo alle “competenze del sindaco e del presidente della provincia”.
In base a tale norma, infatti, il sindaco, in qualità del suo ruolo di garante della salute della propria cittadinanza, può assumere i provvedimenti necessari per fronteggiare emergenze sanitarie o di igiene pubblica. Nel caso in esame il sindaco riteneva di aver agito correttamente e a tutela dei cittadini, dal momento che l’erogazione dell’acqua rientra nei bisogni primari di natura “socio-assistenziale”. Il Comune sosteneva che la società avrebbe potuto ridurre il flusso d’acqua piuttosto che privarne del tutto le famiglie interessate.
Ma il TAR, non ha dato ragione al gestore del servizio, accogliendo il ricorso e confermando  “il difetto dei presupposti per l’esercizio del potere di ordinanza sindacale previsto dall’art. 50, comma 5, T.U.E.L.”. Secondo il giudice amministrativo il comportamento del sindaco integra un palese “sviamento di potere”, che impedisce al fornitore di poter legittimamente utilizzare i rimedi di legge tesi ad interrompere la somministrazione di acqua nei confronti di utenti morosi. Il Comune, infatti, è estraneo al rapporto contrattuale privatistico gestore-utente e le sue interferenze non sono legittime.
 
 

- Annuncio pubblicitario -

LASCIA UN COMMENTO O RACCONTACI LA TUA STORIA

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui