Ancora un caso di violenza in ospedale. Il padre di un bimbo ha prima minacciato, poi picchiato i camici bianchi del Pronto soccorso accusandoli di perdere tempo nel prestare assistenza al figlio. Anelli (OMCeO Bari): prevedere figure dedicate a curare l’accoglienza

Ennesimo episodio di violenza in ospedale ai danni del personale sanitario. L‘ultimo episodio si è verificato a Molfetta, dove il padre di un bimbo di 4 anni avrebbe picchiato due medici del Pronto soccorso accusandoli di perdere tempo nel prestare le cure al piccolo.

Il piccolo paziente, in base a quanto riportato in una nota dell’Asl Bari, dopo una prima valutazione da parte degli operatori era stato successivamente inviato per una consulenza nell’Ambulatorio di Pediatria. Riportato nel Pronto Soccorso avrebbe dovuto essere trasferito ad altra sede per eseguire approfondimenti con un eventuale ricovero. 

Nell’attesa che venisse predisposto il trasferimento, l’aggressore avrebbe cominciato a inveire contro i medici, minacciandoli, aggredendoli con calci e pugni e scagliandosi contro una scrivania e un computer, per poi essere bloccato grazie all’intervento delle forze dell’ordine.

“Esprimo la mia solidarietà ai colleghi aggrediti al Pronto Soccorso di Molfetta e il ringraziamento di tutto l’Ordine che rappresento per la professionalità e la dedizione che hanno dimostrato” commenta il Presidente dell’OMCeO di Bari, Filippo Anelli.

“I casi di violenza – aggiunge – sono all’ordine del giorno in Puglia, che è in cima alle classifiche per numero di aggressioni. Occorre prevedere che in ogni Pronto soccorso ci siano figure dedicate a curare l’accoglienza e la comunicazione con i parenti e con i pazienti. Una corretta comunicazione è infatti un fattore deterrente molto importante. Purtroppo, i medici ed il personale sanitario in condizioni di lavoro convulse come quelle che caratterizzano l’emergenza non hanno il tempo per spiegare. E spesso le manovre e gli atti medici sono interpretati in maniera errata dai parenti che non capiscono l’efficacia dei trattamenti o l’iter seguito dagli operatori.”

“Chiedo al Presidente Emiliano e al Direttore del Dipartimento Salute della Regione Puglia, Vito Montanaro – conclude Anelli – di garantire che i cittadini abbiano una corretta informazione in ogni momento in cui entrano in contatto con il sistema sanitario, anche durante le attività di emergenza. La trasparenza delle azioni e la comunicazione sono il miglior mezzo per evitare incomprensioni e quindi l’insorgere di reazioni violente”.

Rispetto a quanto accaduto al Pronto soccorso di Molfetta, l’Ordine dei medici di Bari valuterà nei prossimi giorni l’opportunità di un esposto alla magistratura.

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