Lettera della Commissione a 13 Paesi sulla questione dei voucher per assicurare il rispetto della legislazione su diritti dei passeggeri e pacchetti turistici

L’Italia è fra i 13 Paesi nel mirino della Commissione europea per possibili violazioni della legislazione Ue sui diritti dei passeggeri. Lo ha affermato il portavoce dell’esecutivo comunitario in materia di trasporti, Stefan De Keersmaecker, sottolineando che, rispetto a tali Stati, la Commissione “crede possano esserci dei problemi” in particolare legati al mancato rispetto della direttiva sui pacchetti turistici “nel campo dei voucher” e al diritto di rimborso.

Il nostro Governo, a partire dallo scorso 2 marzo, ha infatti escluso la rimborsabilità dei viaggi annullati a causa del Covid-19, prevedendo quale ipotesi alternativa la concessione di un voucher che da la possibilità di recuperare il viaggio in futuro, a pandemia superata. Decisione, questa, che sarebbe in contrasto con la normativa europea.

La Commissione, quindi, invierà delle lettere a “tutti i Paesi Ue sulla questione dei voucher, per assicurare che la legislazione in materia di diritti dei passeggeri e pacchetti turistici sia rispettata”. I messaggi saranno “adattati alle specificità di ogni Stato”.

Oltre all’Italia, tra i Paesi sotto la lente anche Belgio, Bulgaria, Repubblica ceca, Grecia, Spagna, Francia, Croazia, Lussemburgo, Malta, Polonia, Portogallo e Paesi bassi.

Formalmente non si tratta dell’apertura di una procedura d’infrazione, ma – chiariscono da Bruxelles – se i Paesi non si conformeranno rapidamente alla direttiva in materia saranno prese le misure necessarie. L’Italia ora ha quindi due settimane di tempo, fino al 28 maggio, per cambiare la legge e lasciare ai consumatori la possibilità di optare tra rimborso e recupero.

La Commissione riconosce che le numerose cancellazioni di viaggi causate dal virus hanno portato a un insostenibile mancanza di liquidità ed entrate per il settore dei trasporti e dei viaggi nonché la necessità di sostenere il comparto. Tuttavia, sottolinea l’organismo UE, l’Europa ha dato i mezzi alle autorità nazionali per sostenere l’industria del turismo in altro modo.

Di converso l’UE sottolinea l’esigenza di preservare i diritti dei viaggiatori e dei passeggeri. Molti di essi, infatti, profondamente colpiti dalla crisi, hanno perso significative parte delle entrate e coloro che hanno scelto un viaggio prima della pandemia ora potrebbero preferire il rimborso per coprire altri pressanti bisogni.

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