Fertility Day. Infuria la polemica

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Secondo il ministero della Sanità lo scopo del Fertility Day, la campagna per sensibilizzare donne e uomini sulla prevenzione dell’infertilità, è “informare correttamente la popolazione sui temi della fertilità, della salute riproduttiva, e sui fattori che possono metterla a rischio”.

Con queste il Ministero ha difeso la campagna del Fertility Day, indetto il prossimo 22 settembre dopo le polemiche soprattutto sul web circa il Fertility Day “ferma restando la libertà di ciascuno di gestirla secondo le proprie scelte di vita”. La sua Istituzione è prevista dal Piano Nazionale della Fertilità per mettere a fuoco con grande enfasi: il pericolo della denatalità nel nostro Paese.

fertility_ministero_twit-responsanile-civileUna giornata di informazione dunque e non una provocazione come molti l’hanno intesa, rappresentata nell’immagine che pubblicizza la campagna da una donna che si accarezza la pancia e nell’altra mano ha una clessidra a significare che la fertilità non è per sempre.
Roberto Saviano su Twitter ha visto nell’immagine un invito esplicito alla natalità. «È un insulto a tutti. Insulto a chi non riesce a procreare e a chi vorrebbe ma non ha lavoro. Ecco perché il 22 il mio compleanno sarà rovinato».
Sono in molti infatti a trovare umiliante il sottolineare il ticchettio dell’orologio biologico in un paese dove non esiste stabilità lavorativa, supporti alla maternità e all’accudimento dei figli.

Un tipo di comunicazione, secondo alcuni inoltre, che aggrava l’applicazione di una legge che fa fatica, quando viene invocata, a essere rispettata. La legge 194/1978 che prevede la libertà di scelta nell’interrompere la gravidanza secondo i tempi previsti.

Una campagna che ha generato quindi molta confusione perché la canto suo il Ministro Lorenzin, felice mamma di due gemelli, è sorpresa si questa reazione.
«È una questione di salute pubblica, di crescita culturale – precisa la Lorenzin – Abbiamo istituito un tavolo di lavoro con le società scientifiche che hanno impostato i temi principali. C’è grande richiesta di informazione. L’obiettivo è questo, non altro”.

Tema del prossimo 22 settembre sarà anche la prevenzione dell’infertilità maschile. In caso di malattie si potrà salvare il suo desiderio di paternità mettendo in banca i suoi spermatozoi. Ci sarà spazio poi anche per le malattie a trasmissione sessuale, un pericolo infatti per la fertilità. Messaggi dunque di informazione per tutelare al massimo la propria salute rivolti soprattutto ai giovani, poco consapevoli di quanto sia importante prendersi cura di questi aspetti.

L’hashtag #fertilityday è diventato immediatamente virale soprattutto fra chi parla di provocazione a fare figli in un’Italia di disoccupati senza assistenza e solidità economica. “La Lorenzin è la stessa ministra che ha firmato il Jobs Act che ha contribuito a peggiorare la vita di migliaia di giovani?” scrive Nicola Fratoianni dell’esecutivo nazionale di Sinistra italiana. “Per promuovere la natalità servono politiche strutturali serie, non show di piazza. Forse sarebbe meglio che il governo pensasse alla disoccupazione e al precariato delle giovani coppie, per dare loro una vera opportunità di avere figli”, dice invece la deputata di Sinistra italiana Marisa Nicchi. Per il Movimento pentastellato non si fanno figli semplicemente perché non si può.

Sostengono invece la campagna medici, ginecologi, andrologi e farmacisti. “L’obiettivo del nostro lavoro di esperti a supporto del ministero e di questo ministro, che per primo si è interessato al tema della fertilità e a tutto questo universo poco noto, era quello di fare conoscere la struttura del corpo degli uomini e delle donne e il suo funzionamento dal punto di vista riproduttivo, dando strumenti semplici, accessibili, divulgativi a tutti per fare scelte consapevoli”, dice Eleonora Porcu, presidente del tavolo consultivo sulla fertilità del ministero della Salute e direttrice del centro di Infertilità del policlinico Sant’Orsola-Università di Bologna.
E anche la presidente di Federfarma Annarosa Racca, l’associazione che rappresenta le quasi 17 mila farmacie private, esprime il suo sostegno all’iniziativa.

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