Il termine scade il 31 gennaio, ma si segnalano da più parti difficoltà a ottenere le credenziali di accesso per l’invio telematico
Il 31 gennaio scade il termine per l’invio al Sistema Tessera sanitaria dei dati di spesa necessari alla’Agenzia delle Entrate per la predisposizione dei 730 precompilati relativi all’anno di imposta 2016. Quest’anno, oltre alle farmacie e ai medici iscritti agli Albi professionali, sono tenuti a trasmettere i dati anche infermieri, radiologi, psicologi, ostetriche, parafarmacie, veterinari, strutture sanitarie autorizzate e ottici.
Tuttavia per tali categorie sembra che ci siano delle difficoltà procedurali ai fini dell’ottenimento delle credenziali di accesso al sistema TS. Lo denunciano in una nota congiunta i sindacati dei commercialisti – Adc, Aidc, Anc, Andoc, Unagraco, Ungdcec e Unico – che chiedono pertanto al Ministero dell’Economia una proroga della scadenza, sottolineando come uno spostamento del termine, peraltro, non comporterebbe alcun danno erariale.
“Da diverse Regioni – fanno sapere le associazioni – ci giungono notizie circa il mancato ricevimento, a tutt’oggi, delle predette ‘credenziali di accesso’, fondamentali per l’invio dei dati, senza le quali né i singoli interessati, né i Professionisti incaricati all’adempimento possono procedere con l’invio telematico dei file”.
Il rilascio delle credenziali, che avviene in seguito a specifica richiesta effettuata telematicamente dai soggetti obbligati, è subordinata a un preventivo controllo e all’approvazione da parte dell’organo preposto in relazione all’attività esercitata: Ministero della Salute; Federazioni o consigli nazionali degli ordini e dei collegi professionali; “Enti autorizzatori” (Regione, Comuni o ASL).
Il rischio è che alla data di scadenza dei termini le difficoltà tecniche nello svolgimento di tali controlli porti molti dei soggetti obbligati a non essere ancora in possesso delle credenziali per accedere al sistema. “Non è accettabile – affermano i sindacati – che i professionisti intermediari debbano operare in una simile condizione di ambiguità e di incertezza”. La legge peraltro prevede pesanti sanzioni per i ‘trasgressori’, pari a 100,00 euro per ogni comunicazione omessa, con un massimo di 50.000,00 euro.





Notizia dell’ultim’ora, prorogato fino al 9 Febbraio 2017
Carmelo Galipò