La Terza Sezione Civile della Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso proposto da due genitori che, a seguito della nascita della figlia affetta da tetralogia di Fallot (una grave cardiopatia congenita), chiedevano il risarcimento dei danni subiti per omessa diagnosi prenatale della patologia, lamentando che il ginecologo non avesse correttamente eseguito l’ecografia morfologica del terzo trimestre. La pronuncia si inscrive nel solco della responsabilità medica per omessa diagnosi prenatale e offre un contributo significativo su una questione di grande rilievo pratico: il ruolo delle linee guida professionali vigenti al momento della condotta come parametro di valutazione della diligenza del medico, e i limiti entro i quali la carenza della documentazione clinica può fondare, da sola, un giudizio di responsabilità (Corte di Cassazione, III civile, ordinanza 24 maggio 2026, n. 15955).
Il caso
I ricorrenti sostenevano che il ginecologo — che aveva eseguito l’ecografia morfologica del terzo trimestre in regime di intramoenia presso il proprio studio — avesse omesso di visualizzare e refertare le quattro camere cardiache del feto, come previsto dalle linee guida della Società Italiana di Ecografia Ostetrica e Ginecologica (SIEOG) del 2006, vigenti all’epoca dei…





