Non è esente da responsabilità il committente dei lavori svolti in un condominio per l’incidente occorso a un ragazzo a causa dell’abbandono di materiali edili

Era stato assolto sia in primo grado che in appello dal reato di lesioni colpose. L’imputato, in particolare, era accusato, in qualità di amministratore di una ditta committente di opere edili, di avere cagionato lesioni personali al bambino, avendo consentito l’abbandono di materiali di costruzione, in maniera incontrollata, all’ingresso del portone di un condominio, nei quali il ragazzo era inciampato. I Giudici del merito lo avevano ritenuto esente da responsabilità non rivestendo egli una posizione di garanzia nei confronti dei terzi per i danni causati dalla esecuzione delle opere appaltate, essendo tale rischio gravante esclusivamente sull’appaltatore.

La parte civile aveva quindi proposto ricorso per cassazione eccependo, tra gli altri motivi, che il Giudice di secondo grado aveva errato nel non ritenere sussistente la condotta in contestazione ed il danno cagionato alla persona offesa derivante da tale condotta. Inoltre, sarebbero state erroneamente valutate le risultanze acquisite in atti, anche in relazione all’art 1662 cod. civ., che non prescrive solo il mero diritto di controllare lo svolgimento dei lavori, ma sostiene il dovere in capo al committente di verificare lo stato di realizzazione delle opere e, pertanto, di esercitare una vigilanza sull’esecuzione delle stesse.

A detta dei ricorrenti, sussisterebbe a carico del committente una responsabilità diretta per i danni cagionati nell’esecuzione delle opere qualora egli abbia omesso qualunque vigilanza al fine di evitare che le modalità concrete di esecuzione delle opere appaltate comportino un rischio per i terzi. All’epoca dei fatti il materiale edile non era stato messo in sicurezza (mancavano recinzioni e cartelli che avvertivano del pericolo), quindi chiunque poteva accedere alla zona esponendosi al rischio di lesioni.

La Suprema Corte, con la sentenza n.15697/2020, ha ritenuto di aderire alle argomentazioni proposte accogliendo il ricorso in quanto fondato.

Gli Ermellini, richiamando la giurisprudenza di legittimità, hanno chiarito che “in materia di prevenzione degli infortuni nei luoghi di lavoro, appartiene al gestore del rischio connesso all’esistenza di un cantiere anche la prevenzione degli infortuni di soggetti a questo estranei, ancorché gli stessi tengano condotte imprudenti, purché non esorbitanti il tipo di rischio definito dalla norma cautelare violata”.

La Cassazione ha inoltre specificato che il garante della sicurezza risponde dell’infortunio occorso all”‘extraneus” sempre che l’infortunio rientri nell’area di rischio definita dalla regola cautelare violata e che il terzo non abbia posto in essere un comportamento di volontaria esposizione a pericolo.

In relazione a lavori svolti in esecuzione di un contratto di appalto, il dovere di sicurezza trova il suo referente, in primo luogo, nell’appaltatore, cioè nel soggetto che si obbliga verso il committente a compiere l’opera appaltata, con propria organizzazione dei mezzi necessari e con gestione in proprio dei rischi dell’esecuzione.

Il committente, tuttavia, non è esonerato da ogni forma di responsabilità, come sostenuto dai Giudici di merito.

Nell’articolata disciplina contenuta nel D.Lgs. 494/96 e nel T.U. in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro (D.Lgs. 9 aprile 2008 n. 81) il committente è stato pienamente coinvolto nell’attuazione delle misure di sicurezza. Il legislatore, al fine di contenere il fenomeno degli infortuni sul lavoro nel campo degli appalti e costruzioni, ha optato per la responsabilizzazione del soggetto per conto del quale i lavori vengono eseguiti.

Ciò si traduce nella previsione di tutta una serie di obblighi in capo al committente, cristallizzati nell’art. 90 del T.U., che tra l’altro prevede la nomina (alla presenza delle ulteriori condizioni previste dalla legge) del coordinatore per la progettazione e del coordinatore per l’esecuzione nel caso di presenza di più imprese esecutrici e nella verifica dell’idoneità tecnico professionale delle imprese affidatane ed esecutrici.

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