In una lettera-denuncia il Nursing Up lancia un nuovo allarme degli infermieri dopo il decesso di una collega 64enne trovata nel suo appartamento quando ormai era troppo tardi

Turni insostenibili, Dpi scarsi o di pessima qualità, e ora anche il rischio di morire abbandonati dentro casa. In una lettera-denuncia la premier Giuseppe Conte, ai ministri Speranza e Dadone, e alle Regioni, il presidente del sindacato Nursing Up Antonio De Palma lancia l’allarme degli infermieri. Un nuovo disperato grido di dolore volto da un lato a ricapitolare le rivendicazioni contrattuali, dall’altro a fare da cassa di risonanza ai territori da cui continuano a giungere notizie sempre più drammatiche, soprattutto riguardo a Rsa, case di riposo e cliniche private.

Tra le principali criticità segnalate dal Sindacato, ad esempio, quelle relative a Toscana e Piemonte, dove il personale del Servizio sanitario regionale viene dirottato verso le strutture private, laddove si stanno palesando maggiormente i casi di positività. Le chiamate avvengono quasi senza preavviso e gli infermieri manifestano una certa preoccupazione circa il rispetto delle norme di sicurezza. La paura è che fuori dal controllo pubblico possano verificarsi comportamenti non adeguati agli standard necessari.

E ancora – sottolinea il Nursing Up – il carico di lavoro, in regioni come il Trentino, è diventato insostenibile, con turni anche di 12-16 ore per più giorni consecutivi e un rapporto inaccettabile infermiere/pazienti. Il tutto nonostante siano aumentati i bisogni assistenziali dei malati e di conseguenza sia molto elevato il tasso di mortalità. In Lombardia, invece, il personale quarantenato è numeroso e si fatica a quantificarlo perché i contagi spuntano ovunque, anche nei reparti cosiddetti covid-free. Proprio in quelle zone franche, laddove molte direzioni sanitarie hanno disposto l’uso delle mascherine chirurgiche, vietando le Ffp2, la diffusione del virus si sta allargando a dismisura.

“Le conseguenze – afferma De Palma – sono sotto gli occhi di tutti. Infermieri, medici e pazienti condividono tutti uno stesso destino: ritrovarsi infettati e venire isolati”.

“Nei giorni scorsi – prosegue – è deceduta per coronavirus un’altra infermiera: è già la terza che viene trovata nel suo appartamento quando ormai è troppo tardi”. La donna, 64enne che sarebbe andata in pensione tra solo due mesi, operava presso un ospedale di Genova. Nell’arco di tre giorni ha manifestato i sintomi ed è morta, senza neanche avere la somministrazione del tampone.  

“Siamo di fronte a una deriva estrema della disastrosa situazione gestionale-organizzativa dell’emergenza. Per questo – conclude il presidente del Nursing Up –  prima di intraprendere qualsiasi altra azione in un momento delicato come questo, per dovere istituzionale nei confronti dei nostri concittadini, ci siamo determinati a scrivere ancora una volta, dando contemporaneamente ai nostri esperti e legali il mandato di vagliare le azioni consentite dal nostro ordinamento a tutela dei nostri diritti”.

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