Tra gli imputati anche l’ex Ministro Corrado Passera che rischia tre anni e otto mesi di reclusione
Sei anni e otto mesi per Carlo De Benedetti, tre anni e otto mesi per Corrado Passera. Sono queste le richieste quantificate dall’accusa a conclusione della requisitoria nel processo in corso al Tribunale di Ivrea sui 14 casi di decesso per malattie legate all’utilizzo dell’amianto nei processi produttivi dell’azienda Olivetti. Rischia sei anni e 4 mesi di reclusione anche Franco De Benedetti, mentre per Roberto Colaninno, accusato solamente di lesioni, è stata richiesta l’assoluzione in quanto il fatto non sussiste.
La requisitoria è stata incentrata sulla negligenza dell’azienda, che non avrebbe agito tempestivamente per bonificare i siti produttivi. Il talco contaminato da tremolite d’amianto – hanno sottolineato i pm – è stato “sostituito con grave ritardo, soltanto cinque anni dopo”. La pubblica accusa ha evidenziato i ritardi ravvisati per quanto riguarda le mense Ico, bonificate soltanto nel 2001, e il capannone di San Bernardo, considerato uno dei siti più inquinati d’Italia. Per tali strutture “i controlli e i monitoraggi arrivarono soltanto da input esterni e dai lavoratori” .
“Siamo sorpresi per la richiesta avanzata dai pubblici ministeri di Ivrea”, ha affermato l’avvocato Tomaso Pisapia, legale di Carlo De Benedetti. “La loro posizione non tiene per nulla in considerazione quanto prodotto dalla difesa in sede di dibattimento a proposito dell’articolato sistema di deleghe vigente in Olivetti nel periodo considerato, né i documenti che dimostrano inequivocabilmente l’assenza dell’uso in azienda di talco contaminato da amianto almeno fin dalla metà degli anni ’70”. Tale documentazione, secondo il legale, confermerebbe “la totale estraneità dell’Ingegner De Benedetti alle accuse che gli vengono rivolte”.
Complessivamente nel procedimento figurano 17 imputati. Oltre a quelle già citate. le altre richieste dell’accusa sono di 3 anni e 4 mesi per Camillo Olivetti, 3 anni e 8 mesi per Luigi Gandi, 4 anni per Manlio Marini, 2 anni e 8 mesi per Paolo Srmirne e per Pierangelo Tarizzo, 2 anni e 6 mesi per Giuseppe Calogero, 2 anni e 2 mesi per Renzo Alzati, 2 anni per Luigi Pistelli, Silvio Preve e Roberto Frattini, 1 anno per Filippo De Monte, 8 mesi per Anacleto Parziale. E’ stata chiesta l’assoluzione, invece, per Onofrio Bono, mentre la posizione di Maria Luisa Ravera, la ex responsabile del servizio Ecologia e dell’azienda, è stata stralciata per gravi motivi di salute della stessa che attualmente è ricoverata in ospedale. Nelle prossime udienze la parola toccherà alle parti civili e alle difese. La sentenza è prevista per metà luglio.
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