La donna era caduta in casa riportando la frattura del femore. Gli accertamenti svolti in ospedale avevano evidenziato la presenza di un aneurisma gigante dell’arteria renale in fase di rottura

E’ giunta in Pronto soccorso per una caduta in casa e rottura del femore. Nel corso degli accertamenti i medici hanno scoperto un aneurisma gigante dell’arteria salvandola con un intervento in urgenza realizzato dall’équipe di Urologia. E’ accaduto all’ospedale Mauriziano di Torino.

La donna, 73 anni, non si sente bene mentre si trova in casa. Sono le 11 di mattina. Chiama quindi le figlie ma, nell’andare ad aprire la porta, scivola e cade a terra, sentendo un gran dolore alla coscia destra. Nonostante ciò si rialza per aprire. Le figlie si rivolgono al 118 e il medico accorso ipotizza subito la rottura del femore.

Portata al Mauriziano la signora viene visitata da una dottoressa del Dipartimento di Emergenza che conferma la diagnosi. Il camice bianco, inoltre, a fronte di un dolore ad intermittenza sul fianco sinistro lamentato dalla paziente e persistente da circa una settimana, ritiene di farle eseguire una ecografia dell’addome.

L’esame evidenzia una massa strana nel rene sinistro che induce il medico a chiede una TAC.

L’ulteriore accertamento evidenzia la presenza di un aneurisma gigante dell’arteria renale sinistra in fase di rottura. Viene subito attivato il radiologo interventista, che, nel giro di 20 minuti, in una sala operatoria radiologica apposita, cerca di tappare la falla dell’arteria con un lungo e sottile catetere inserito alla radice della coscia. L’intervento, tuttavia – spiega una nota della struttura sanitaria – non é sufficiente in quanto l’aneurisma è troppo grande.

Viene quindi avvisato il Direttore del Dipartimento Chirurgico che, presa visione del caso, attiva gli urologi. Alle 15 la paziente è sul letto operatorio. L’équipe urologica, diretta dal primario dottor Roberto Migliari, coadiuvato dai dottori Surleti e Ghabin, inizia subito l’intervento. “Un aneurisma dell’arteria renale di queste dimensioni (9 cm) – sottolinea Migliari – è davvero eccezionale, come eccezionale è che non provochi la morte per emorragia quando si rompe”.

Nel cadere, verosimilmente, l’aneurisma, che la paziente non sapeva di avere, si era rotto cominciando a perdere sangue. I chirurghi arrivano all’aneurisma, lo isolano e lo legano. Sono costretti a togliere il rene che l’aneurisma aveva trasformato in una sacca. Ma la paziente è salva.

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