Artroprotesi ginocchio destro e infezione da Stafilococco (Tribunale Reggio Calabria Sentenza n. 770/2022 pubbl. il 27/06/2022 RG n. 786/2013)
Artroprotesi ginocchio destro e infezione da Stafilococco inducono a un secondo intervento per espianto della protesi.
Il danneggiato cita a giudizio la Struttura sanitaria e il Medico esponendo che:
– in data 04.10.2010 , era stato sottoposto ad intervento di artroprotesi ginocchio destro;
– in data 6 ottobre 2010 gli esami di flogosi risultarono positivi e, dopo che gli stessi si normalizzarono, in data 29.10.2010, veniva dimesso nonostante la persistenza della sintomatologia dolorosa al ginocchio destro;
– dopo alcuni giorni essendo divenuto insopportabile il dolore, ritornava presso la Struttura dove gli veniva praticata terapia infusionale analgesica e in data 10.11.2010, veniva nuovamente ricoverato presso il reparto di riabilitazione del suddetto istituto, dove, eseguiti gli esami di laboratorio, gli veniva riscontrata una positività degli indici di flogosi, e, diagnosticata infezione da Staphylococcus aureus e intrapresa una terapia antibiotica;
– aggravatasi la sintomatologia dolorosa, il Medico decideva per un secondo intervento di espianto della protesi con posizionamento di uno spaziatore antibiotato. Il risultato dell’esame colturale eseguito in sala operatoria confermava l’infezione da Staphyloccus aureus ;
– successivamente, in seguito all’esame di scintigrafia ossea che evidenziava la permanenza di un processo flogistico -infettivo particolare senza più interessamento osseo , e non potendo più camminare, decideva di sottoporsi , in data 7.12.2011, presso altro Istituto ad un altro intervento di rimozione dello spaziatore e impianto di una nuova protesi da revisione ;
– in data 20.12.2011 veniva dimesso ed eseguita la prescritta terapia riabilitativa, veniva giudicato guarito in data 15.3.2012 con postumi invalidanti nella misura del 55% .
Pacifico e provato che il danneggiato in data 2 ottobre 2010 veniva ricoverato presso la struttura convenuta e sottoposto a intervento di artroporesi ginocchio destro.
Si legge nella CTU:” Prima dell’intervento di artroprotesi ginocchio destro eseguiva gli esami routinari tra cui gli esami di laboratorio del 02/10/10 che risultano normali (nessuna alterazione degli indici di flogosi). Veniva trattato con antibioticoterapia mirata. Negli esami di laboratorio del 06/10/10 si evince alterazione degli indici di flogosi senza febbre. In data 15/10/15 viene dimesso dal reparto di chirurgia. Nella stessa data viene ricoverato presso il reparto di riabilitazione dello stesso istituto dove esegue il trattamento riabilitativo. In data 21/10/10 si evince un netto miglioramento degli indici di flogosi. In data 29/10/10 viene dimesso con prescrizione di terapia medica ed fkt. In data 10/11/10 nuovo ricovero nel reparto di riabilitazione a causa della grave limitazione funzionale del ginocchio dx. Durante il ricovero esegue trattamento riabilitativo, terapia medica ed antibiotica. I valori degli indici di flogosi sono migliorati e stabili. In data 03/12/10 viene dimesso con prescrizione di terapia medica, terapia antibiotica ed fkt. In data 12/01/2011 esegue visita ambulatoriale; controllo clinico e RDX tra 42 gg. In data 16/02/2011 effettua esame Scintigrafico referto: aumentata attività osteoblastica. In data 07/03/11 si ricovera nello stesso istituto per rigidità articolare ginocchio con sospetta sepsi protesi. Durante il ricovero esegue visite, terapia medica e fisica, artrocentesi per esame colturale, risultato negativo, ed esami di laboratorio leggermente alterati e stabili. In data 15/03/11 viene di messo con prescrizione di terapia medica ed fkt. In data 06/04/2011 svolge nuovo esame Scintigrafico : moderata migrazione specifica dei granulociti nei tessuti circostanti l’artroprotesi ginocchio di destra (più marcata in corrispondenza dell’estremità distale del femore destro e sul versante interno del ginocchio destro). In data 26/04/11 si ricovera nel reparto chirurgico dello stesso Istituto per infezione della protesi. Durante il ricovero esegue tampone ferita con risultato positivo per staphylococcus aureus. Eseguiti tutti gli altri esami di routine, compreso gli indici di flogosi che risultano sempre positivi, in data 27/04/11 viene sottoposto ad intervento di rimozione protesi ed impianto di spaziatore antibiotato” .
Secondo il CTU l’infezione seguita alla prima artroporesi ginocchio destro è stata causata da una contaminazione perioperatoria oppure da contaminazione della ferita per via aerea.
Lo stesso ha precisato “La sintomatologia attuale è da attribuire agli esiti dell’infezione del primo impianto protesico al ginocchio destro e ai trattamenti successivi medico -chirurgici terminati con l’impianto di una protesi da revisione vincolata, per la grave instabilità del ginocchio.”
Viene stabilita, pertanto, la natura nosocomiale dell’infezione, sia per la tipologia di batterio che per il momento di insorgenza e l’assenza di infezioni prima del ricovero ; sussiste inoltre, il nesso causale tra la predetta infezione e l’aggravamento delle condizioni di salute dell’attore.
Quanto alla sterilizzazione dell’ambiente operatorio osserva che, come precisato dalla Suprema Corte, il fatto che lo stafilococco aureo sia un batterio di frequente origine nosocomiale ” comporta la necessità, da parte della struttura sanitaria, di una particolare attenzione alla sterilità di tutto l’ambiente operatorio, proprio perché l’insorgenza di un’infezione del genere non può considerarsi un fatto né eccezionale né difficilmente prevedibile “.
Per tali ragioni, l’onere di dimostrare ” l’assoluta correttezza dell’attività di sterilizzazione ” grava sull’Azienda Ospedaliera ; poiché nella documentazione prodotta dalla struttura risultano gli “attestati di verifica dei cicli di sterilizzazione dello strumentario impiegato” e la sterilizzazione della biancheria mentre la documentazione è carente su ogni operazione o precauzione posta in essere dalla struttura per garantire l’assoluta sterilità del sito operatorio, il suddetto onere non può considerarsi adempiuto.
Conseguentemente, la Struttura convenuta non risulta avere assolto il proprio onere probatorio, non avendo dimostrato l’assoluta sterilizzazione dell’ambiente operatorio in cui l’attore in data 4 ottobre 2010 aveva subito l’intervento chirurgico di artroporesi ginocchio destro.
La domanda viene rigettata nei confronti del chirurgo, considerato che la sterilizzazione della sala operatoria e dei ferri chirurgici è compito che non spetta direttamente al chirurgo operatore e che il CTU ha ritenuto la correttezza dell’interventodi artroporesi ginocchio destro, nonché della scelta successiva di rimozione dell’impianto protesico.
Il danno biologico permanente arrecato all’attore è quantificato dal CTU nel 40% cui va detratta la percentuale derivante dall’intervento di artroprotesi ginocchio (che avrebbe, comunque, recato un’invalidità ed una invalidità sia totale che parziale) che il CTU ha determinato nella misura del 20% , pertanto, in misura differenziale, si configurano postumi invalidanti nella misura del 20%.
La redazione giuridica
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