Ai fini della valutazione della sussistenza del requisito sanitario per l’attribuzione dell’assegno ordinario di invalidità, la capacità di lavoro dell’assicurato consiste nella idoneità a svolgere, in primo luogo, il lavoro di fatto esplicato

Ove la capacità dell’assicurato di svolgere il lavoro di fatto esplicato si sia ridotta, ma senza raggiungere la soglia, normativamente rilevante, della riduzione a meno di un terzo, il giudice non ha l’obbligo  – prima di escludere il diritto alle richieste prestazioni previdenziali – di accertare anche l’incapacità dell’assicurato di svolgere altre attività lavorative, compatibili con le sue capacità ed attitudini. Lo chiarito la Cassazione con l’ordinanza n. 23057/2020 respingendo il ricorso proposto da un lavoratore contro la decisione dei giudici del merito, resa ai sensi dell’art. 445 bis, comma 6, del codice di procedura civile (accertamento tecnico preventivo), di escludere la sussistenza del requisito sanitario per l’assegno ordinario di invalidità, ai sensi della legge nr. 222 del 1984, in dichiarata adesione alle conclusioni dell’espletata relazione medico-legale d’ufficio.

Una decisione basata sul rilievo che il ricorrente non presentasse una riduzione, a meno di un terzo, della capacità lavorativa in occupazioni confacenti alle proprie attitudini.

Nel rivolgersi alla Suprema Corte l’uomo deduceva la violazione e la falsa applicazione di norme dì diritto (L. n. 222 del 1984, art. 1), per avere la Corte d’appello di Roma erroneamente valutato la riduzione della capacità lavorativa con riguardo alla attività concretamente svolta dall’assicurato anziché considerare tutte le possibili occupazioni confacenti alle sue attitudini, in base alle esperienze lavorative, al titolo di studio ed all’età.

I Giudici Ermellini, tuttavia, hanno sottolineato che “la capacità di lavoro dell’assicurato, alla quale fa riferimento la legge nr. 222 del 1984, ai fini della valutazione della sussistenza del requisito sanitario richiesto per l’attribuzione della prestazione previdenziale dell’assegno di invalidità, consiste nella idoneità (dell’assicurato) a svolgere, in primo luogo, il lavoro di fatto esplicato (capacità specifica) e poi tutti i lavori che l’assicurato per condizioni fisiche, preparazione culturale ed esperienze professionali sia in grado di svolgere (capacità generica), i quali vengono in considerazione soltanto in caso di accertata inidoneità dell’assicurato allo svolgimento del lavoro proprio”.

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