Il Ministro Lorenzin: indispensabili i due miliardi di euro di aumento del Fondo Sanitario Nazionale

Il Servizio sanitario nazionale italiano mantiene un ottimo posizionamento nelle classifiche internazionali. Lo dimostrano i dati presentati ieri nel corso dell’Assemblea nazionale della Federazione di Asl e ospedali (Fiaso) che evidenziano il miglioramento delle performance sanitarie analizzate sulla base di 92 indicatori di qualità, nonché una maggiore equità tra Regioni, con la riduzione del 40% della variabilità geografica tra le Aziende.

Tutto ciò a fronte di una spesa sanitaria privata che continua a salire raggiungendo quota 33 miliardi, quasi un quarto della spesa sanitaria complessiva, e quasi tutta “out of pocket”, ossia pagata direttamente dai cittadini senza l’intermediazione di fondi integrativi o assicurazioni.

C’è poi il capitolo dei farmaci innovativi che presentano costi altissimi (fino a 100mila euro per singolo ciclo terapeutico) di cui solo il 16% è giustificato dall’effettivo miglioramento dei pazienti. Su tali farmaci si è soffermata anche il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin che ha affermato di vedere di buon occhio la proposta dell’introduzione di una ‘tassa di scopo’ e, nello specifico, di un aumento di un centesimo a sigaretta per finanziare i nuovi farmaci. “Penso che gli italiani capirebbero – ha spiegato Lorenzin- è una proposta che il ministero sta vagliando”. Il Ministro ha poi ribadito dal palco dell’Assemblea che i due miliardi di euro di aumento del Fondo Sanitario Nazionale previsti dal Def sono indispensabili. “Credo che due miliardi ci vogliano tutti – ha affermato – perchè noi abbiamo delle priorità. Lo scorso anno le priorità erano i nuovi Livelli essenziali di assistenza (Lea), e abbiamo fatto anche il Piano Nazionale Vaccini e i farmaci per l’epatite. Questi ultimi ci sono anche quest’anno, inoltre dobbiamo una risposta alla farmacia ospedaliera su farmaci veramente innovativi in oncologia, e dobbiamo intervenire sul personale”.

“L’impegno passato, presente e futuro delle Aziende – ha affermato il presidente Fiaso, Francesco Ripa di Meana – resta quello di garantire la tenuta del Ssn e il miglioramento delle performance relative a 92 indicatori di qualità mostrano che fino ad oggi ci siamo riusciti. Ma alcuni problemi – aggiunge Ripa di Meana- si acutizzano: il personale a tempo indeterminato diminuisce mentre le inidoneità raggiungono in media l’11,8%; il tasso di obsolescenza tecnologica dei nostri ospedali è passato dal 70% del 2009 all’80% del 2013, quello delle Asl dal 71 all’85%; le risorse della sanità digitale sono in costante diminuzione, eccezion fatta per lo scorso anno”.

Ripa di Meana ha poi posto l’accento sugli 8 milioni di assicurati nel privato, la palese iniquità delle differenze tra territori e sistemi, l’assenza di politiche che indirizzino nuove risorse verso l’innovazione e i continui interventi sul sistema, “che possono rappresentare un’opportunità se inquadrati in un processo ben governato, ma che diventano palliativi, o peggio, forme mascherate di razionamento , se inseriti in una narrativa lontana dalla realtà del ‘mal governo da raddrizzare’ e degli infiniti risparmi potenziali”.

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