Assicurazioni truffate, 154 indagati dalla Procura di Pescara

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Tra loro anche avvocati e medici ‘compiacenti’

Ci sarebbero anche carrozzieri, avvocati, medici e fisioterapisti compiacenti tra i 154 indagati per truffa alle assicurazioni nell’ambito dell’inchiesta ‘lavaggio del cervello’, condotta dalla Procura di Pescara e da cui emergerebbero decine di incidenti mai avvenuti tra il capoluogo abruzzese e i Comuni di Montesilvano, Città Sant’Angelo, Chieti e Lanciano. Un giro di affari da decine di migliaia di euro.
I sinistri in realtà erano fasulli, con fatture gonfiate per riparazioni inutili a automobili mai danneggiate e prognosi di varia durata per lesioni di automobilisti e passeggeri mai riportate. Il Pubblico ministero ha firmato l’avviso di conclusione delle indagini preliminari, che si sono basate su materiale documentale – false constatazioni di incidenti e certificati medici ‘generosi’– nonché sulle intercettazioni telefoniche dei personaggi coinvolti e, in particolare, dei due soggetti a capo della presunta associazione a delinquere, ovvero un 49enne di Lanciano e un napoletano di 39 anni.
Dalle telefonate emergerebbe come i due ‘capi’ istruissero su come comportarsi i protagonisti dei finti incidenti; questi a volte erano consapevoli e si mettevano a disposizione dietro compensi in denaro, in altri casi venivano invece coinvolti con l’inganno e gli ideatori della truffa si premuravano che non parlassero con i periti, almeno prima di essere indottrinati sulla versione da fornire. “Gli devo fare il lavaggio del cervello”, affermerebbe in una telefonata uno dei due  principali indagati in riferimento a una donna in attesa di essere ascoltata su un incidente. Di qui il nome dell’inchiesta.
Da un’altra intercettazione emergerebbe, invece, l’irritazione dello stesso soggetto nei confronti di un altro complice per non essere stato consultato prima che questi, contattato da un perito, lo incontrasse il giorno stesso.  “Tu gli dovevi dire… sono impegnato, ci vediamo lunedì, devo lavorare e non ti posso vedere. È difficile dire una cosa del genere cioè, uno ti chiama e tu subito vai, dove vai? Dici, ok piacere di averla conosciuta, oggi non è possibile, sono libero lunedì… vedi che deve stare a disposizione tua, mica tu devi stare a disposizione di quella gente. Ma stiamo scherzando”. E alla fine il sistema di controllo su un numero così ampio di soggetti ha subito qualche crepa, tanto da generare i sospetti delle compagnie assicurative che, con le loro segnalazioni, hanno dato il via alle indagini.

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