Lo Stato membro in cui vengono prestati i servizi ha un margine di intervento limitatamente a misure conservative, in situazioni di pericolo reale e imminente per gli assicurati

La Corte di giustizia dell’Unione europea, con una recente sentenza, ha fatto chiarezza sulla delimitazione di competenze tra le autorità di vigilanza degli Stati membri nei confronti degli intermediari di assicurazione. In particolare, i Giudici comunitari, senza pregiudicare il principio generale secondo cui la competenza sul controllo delle compagnie di assicurazione spetta al Paese di origine, hanno precisato che l’intervento delle autorità di vigilanza in materia di assicurazioni dello Stato membro in cui vengono prestati i servizi deve essere limitato ai casi di urgenza e di pericolo reale e imminente per gli assicurati.
La Corte è intervenuta (causa C-559/15) su richiesta del Consiglio di Stato italiano che chiedeva alcuni chiarimenti in merito alla direttiva 92/49, dopo che una compagnia assicurativa con sede in Romania aveva presentato ricorso nei confronti della decisione dell’Ivass di vietarle l’attività sul territorio italiano e la conclusione di nuovi contratti in Italia. Secondo l’Istituto di vigilanza sulle assicurazioni, infatti, il controllo della compagnia era di un cittadino italiano radiato dal registro degli intermediari. La società aveva impugnato il provvedimento dinanzi al Tribunale amministrativo del Lazio sostenendo di dover essere sottoposta unicamente al controllo delle autorità rumene, ma il ricorso era stato respinto. Di qui l’impugnazione del provvedimento davanti al Consiglio di Stato.
I Giudici europei, nel formulare il loro parere, hanno evidenziato la finalità della direttiva, che punta a creare un sistema di autorizzazione unica, con il diritto per le imprese assicurative che hanno ottenuto il via libera in uno Stato membro a esercitare la propria attività in tutto lo spazio Ue, riconoscendo la necessità di affidare il controllo sui requisiti soggettivi (tra cui l’onorabilità dei suoi dirigenti), nonché oggettivi allo Stato membro di origine, che ha una competenza esclusiva.
Tuttavia, per evitare che il diritto Ue sia utilizzato per aggirare regole funzionali a tutelare gli assicurati, per l’organo giudiziario con sede in Lussemburgo, rimane un margine di intervento per le autorità dello Stato in cui l’impresa di assicurazione fornisce i servizi. Tale sfera di competeneza riguarda però solamente i casi in cui ci siano ragioni di urgenza che richiedano un intervento rapido a tutela di assicurati e beneficiari delle polizze e in presenza di un pericolo reale e imminente. In tal caso, lo Stato membro in cui vengono prestati i servizi, ha facoltà di adottare azioni appropriate, incluso il divieto di stipulare nuovi contratti sul proprio territorio, a patto che le misure siano unicamente conservative, ovvero applicabili in attesa di una decisione dello Stato membro di origine.

LASCIA UN COMMENTO O RACCONTACI LA TUA STORIA

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui