Dal prossimo anno scatta l’obbligo previsto dal Jobs Act per le aziende per l’ assunzione obbligatoria dei disabili. Ecco i termini

A partire dal 1° gennaio 2018 scatta l’obbligo per le aziende che impiegano da 15 a 35 dipendenti di procedere alla assunzione obbligatoria dei disabili.
L’obbligo di assumere un lavoratore disabile presente nelle liste del collocamento obbligatorie, sussiste prima che sia stato assunto un sedicesimo dipendente. Chi non ottempera all’obbligo incorrerà in sanzioni.
Ecco in cosa consistono le norme finalizzate alla assunzione obbligatoria dei disabili.
I nuovi limiti relativi al numero di dipendenti in collocamento obbligatorio sono stati previsti dal decreto correttivo del Jobs Act (d.lgs. 151/2015) e sarebbero dovuti essere operativi già dallo scorso anno.
Il decreto Milleproroghe però, ha previsto uno slittamento.
L’entrata in vigore della norma per la assunzione obbligatoria dei disabili è stata posticipata di un anno.

Dunque, dal 1° gennaio 2018 le aziende con almeno 15 dipendenti avranno tempo fino al 1° marzo 2018 per provvedere.

Per chi invece supererà solo successivamente i 15 dipendenti in organico, l’adeguamento con l’assunzione del lavoratore disabile dovrà avvenire entro 60 giorni.
È bene ricordare inoltre che l’assunzione di lavoratori disabili, comporta incentivi riconosciuti dall’INPS.
Saranno esonerate dall’obbligo saranno solo le aziende con meno di 14 dipendenti. Le aziende aventi da 15 a 35 dipendenti dovranno assumere invece almeno un lavoratore disabile, quelle da 36 a 50, almeno 2 lavoratori disabili e le aziende con oltre 50 dipendenti dovranno occupare almeno il 7% di lavoratori disabili nell’organico.
Riguardo ai lavoratori tutelati non appartenenti alla categoria dei disabili, a loro viene riservata una quota pari all’1% nelle aziende che occupano oltre 50 dipendenti.

Ai fini dell’adempimento dell’obbligo di collocamento obbligatorio, i datori di lavoro privati e gli enti pubblici economici possono assumere i lavoratori disabili, ai sensi della legge n. 68/99.

Nello specifico, queste sono le modalità da seguire.
La prima è mediante richiesta nominativa di avviamento agli uffici competenti, con possibilità di preselezione delle persone con disabilità iscritte nell’elenco che aderiscono alla specifica occasione di lavoro.
Potrà effettuarsi in via subordinata, a fronte all’inerzia del datore di lavoro tenuto all’assunzione, tramite avviamento numerico secondo l’ordine di graduatoria per la qualifica richiesta o altra specificamente concordata con il datore di lavoro sulla base delle qualifiche disponibili .
O, ancora, mediante la stipula di convenzioni tra l’azienda e gli uffici competenti, avente ad oggetto uno specifico programma.

Chi sono gli appartenenti alle categorie protette che possono beneficiare di queste assunzioni?

Per la legge n. 69/1999, nelle categorie protette rientrano specifici individui. Gli individui affetti da minorazioni fisiche, psichiche e portatori di handicap intellettivo con una riduzione della capacità lavorativa superiore al 45%. Ma anche invalidi del lavoro con percentuale di invalidità superiore al 33%. Ancora: sordomuti e ciechi assoluti o con residuo visivo non superiore a 1/10 da entrambi agli occhi, invalidi di guerra, invalidi civili di guerra e invalidi per servizio. Rientrano anche vedove/i di deceduti per causa di lavoro, di guerra o di servizio, orfani, profughi e vittime del terrorismo e della criminalità organizzata.

Chi può chiedere l’iscrizione a tali elenchi?

Potranno chiedere l’iscrizione negli elenchi del Collocamento Obbligatorio i soggetti disabili appartenenti alle categorie protette di cui sopra, di età compresa tra i 15 ai 65 anni (60 anni per le donne), domiciliati nel territorio di competenza del Centro per l’Impiego, che si trovino in stato di disoccupazione o che, pur occupati, conservino lo stato di disoccupazione.
I criteri di computo della quota di riserva agli effetti della determinazione del numero di soggetti disabili da assumere vanno conteggiati tutti i lavoratori assunti con contratto di lavoro subordinato.
Non saranno invece computabili:

  • i lavoratori occupati con contratto a tempo determinato di durata fino a sei mesi;
  • stagionali;
  • soci di cooperative di produzione e lavoro;
  • dirigenti;
  • assunti con contratto di inserimento o somministrazione presso l’utilizzatore;
  • persone assunte per attività da svolgersi all’estero;
  • soggetti impegnati in lavori socialmente utili;
  • lavoratori a domicilio;
  • apprendisti e apprendistato con contratto formazione-lavoro e di reinserimento;
  • assunti in sostituzione di altri dipendenti assenti aventi diritto alla conservazione del posto di lavoro (es. sostituzioni per maternità);
  • lavoratori in telelavoro;
  • a intermittenza;
  • aderenti al programma di emersione.

Possono essere computati nella quota di riserva i lavoratori divenuti disabili in costanza di rapporto di lavoro in conseguenza di infortunio o malattia. Coloro i quali con riduzione della capacità lavorativa pari o superiore al 60% o con un grado di invalidità superiore al 33% (45% se disabili psichici) non determinate da violazioni da parte del datore di lavoro delle norme in materia di sicurezza del lavoro accertata in sede giurisdizionale.
In che circostanze gli obblighi di assunzione per i disabili risultano invece sospesi?
Ciò avverrà quando le imprese in difficoltà avranno fatto richiesta di CIGS per ristrutturazione, crisi aziendale o contratto di solidarietà.

In che sanzioni incorre chi non rispetta la assunzione obbligatoria dei disabili?

Il d.lgs. n. 185/2016 ha innalzato le sanzioni in caso di inadempienza dell’obbligo.
Le persone che non ottemperano agli obblighi di assunzione del lavoratore disabile, rischia una sanzione amministrativa pari a euro 153,20 (invece dei precedenti 62,77 euro) per ogni giorno lavorativo in cui l’obbligo non viene assolto e per ogni lavoratore disabile non assunto. Da questo computo sono escluse domeniche e festività infrasettimanali.
La sanzione in questione potrà però ridursi a 38,30 euro al giorno se il datore di lavoro assume poi il lavoratore disabile, ottemperando alla diffida o presenta la relativa richiesta agli uffici competenti.
 
 
 
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