Autonomie regionali, Anelli: diritto alla salute è diritto di umanità

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medici generici

Il presidente della Federazione dei medici torna sul tema delle autonomie regionali sottolineando come non esistano cittadini di serie A e di serie B

“Va benissimo l’autonomia, ma non va bene dividere lo Stato e il suo servizio sanitario. Non abbiamo bisogno di cittadini di serie A e cittadini di serie B, e sono contento che il Ministro della Salute Giulia Grillo, il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il Vicepresidente Matteo Salvini abbiano richiamato proprio questa locuzione”. Il presidente della FNOMCeO, Filippo Anelli, torna a parlare di autonomie regionali e Ssn in occasione delle celebrazioni per i 20 anni della Legge 42/99.

“Vogliamo un servizio sanitario nazionale e unitario – ha aggiunto il vertice della Federazione –  che consideri le persone uguali, in qualsiasi parte del Paese vivano. Chiunque siano, chiunque calpesti il nostro suolo nazionale. Il diritto alla salute non è solo un diritto di cittadinanza ma è un diritto di umanità, che spetta a qualsiasi cittadino, a qualsiasi persona”.

Quanto alla legge di riforma delle professioni sanitarie, Anelli ha sottolineato come  queste ultime rappresentino nel nostro paese una risorsa straordinaria. In particolare, tengono insieme due valori: le competenze e l’etica.

“Le competenze – ha specificato il presidente – perché per diventare professionisti c’è bisogno di un percorso formativo, e la formazione assicura qualità. Questo significa che ogni professione ha la sua autonomia, la sua peculiarità e la sua responsabilità, e le tre cose sono strettamente connesse. Noi, oggi, dobbiamo guardare a sviluppare sempre di più percorsi che portano a migliorare le competenze, ognuno nella sua branca, perché oggi questo nostro Servizio Sanitario Nazionale riesce a garantire, sebbene definanziato, indicatori di salute assolutamente ottimali”.

L’altro punto è quello dell’alleanza valoriale, etica. “Io credo – ha proseguito Anelli – che vada raccolto l’invito che oggi ha lanciato l’on. Garavaglia a difendere il SSN, perché noi siamo i professionisti della salute, ma siamo soprattutto i professionisti che rappresentano la realizzazione di un sogno, quello del diritto alla salute che non dipende dai soldi, dalle condizioni economiche o sociali, ma dipende dalla cittadinanza, dall’essere uomo”.

“Noi siamo l’incarnazione di quel diritto, siamo coloro che oggi garantiscono quel diritto. Non siamo i professionisti dello Stato ma i professionisti del cittadino, al servizio del cittadino. Lo Stato ci deve mettere nelle condizioni di poter svolgere questa azione e noi dobbiamo essere orgogliosi di questo ruolo di tutori di quella parte della Costituzione che richiama il diritto alla salute tra i diritti inviolabili dell’uomo. E allora – conclude Anelli – se siamo coloro che devono garantire questo diritto al cittadino dobbiamo anche fare una battaglia per un servizio che non può essere smantellato solo perché non ci sono risorse o per la spinta a renderlo più efficiente”.

 

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