Illegittima la multa per eccesso di velocità laddove il decreto prefettizio preveda il posizionamento dell’autovelox soltanto lungo il senso di marcia contrapposto a quello in cui viene rilevata l’infrazione

Con l’ordinanza n. 15760/2020, la Suprema Corte si è pronunciata sul ricorso di un Comune molisano  contro la decisione dei Giudici del merito di annullare il verbale contestato a una società per la violazione dei limiti di velocità di un veicolo a questa intestato rilevata tramite autovelox

Il Tribunale, pronunciandosi in grado di appello aveva confermato la sentenza del Giudice di Pace affermando che l’autovelox era stato illegittimamente apposto sul lato destro mentre il decreto prefettizio autorizzava il posizionamento sul lato sinistro della carreggiata. Nessuna rilevanza probatoria era stata attribuita alla nota dell’Anas, successiva all’atto autorizzatorio, con cui si chiariva che il decreto consentiva il posizionamento dell’autovelox su entrambi i lati della strada.

Nel rivolgersi alla Cassazione l’Amministrazione comunale eccepiva che il giudice d’appello non avesse correttamente interpretato il decreto prefettizio con il quale era stato individuato il tratto di strada in cui installare l’autovelox. A detta della ricorrente era sufficiente l’accertamento dell’infrazione nel tratto di strada individuato dal decreto e non era necessario specificare il senso di marcia; tale interpretazione sarebbe stata confermata dal parere tecnico rilasciato dall’ANAS e prodotto in giudizio.

I Giudici Ermellini, tuttavia, hanno ritenuto il motivo di doglianza inammissibile.

Dal Palazzaccio è stato ribadito, in linea con quanto più volta affermato dalla Cassazione, che, “ove il decreto prefettizio abbia previsto il posizionamento dell’autovelox lungo soltanto un senso di marcia e, al contrario, l’accertamento sia stato effettuato per il tramite di un autovelox posizionato sul senso di marcia contrapposto, il verbale di contestazione della violazione è illegittimo, anche se siano in seguito intervenute note di chiarimento da parte dell’amministrazione in senso contrario”.

In tale ipotesi, infatti, difetta a monte l’adozione di uno specifico provvedimento autorizzativo, sicché il verbale di accertamento della violazione di cui all’art. 142 C.d.S. deve ritenersi affetto da “illegittimità derivata” – come correttamente statuito dal Tribunale nella pronuncia impugnata – senza che possano assumere rilevanza, al riguardo, eventuali note chiarificatrici successivamente approntate dalla competente P.A., a fronte di una precisa indicazione sulle modalità e sul punto di installazione dell’autovelox rinvenibile direttamente nel decreto autorizzativo.

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