Riconosciuto il danno patrimoniale e non patrimoniale alla bambina ferita dal compagno di gioco nel cortile condominiale

L’interessante vicenda, decisa dal Tribunale di Imperia (sentenza n. 463 del 20 settembre 2020), riguarda il caso di una bambina ferita dal compagno di gioco all’interno del cortile condominiale di proprietà comune e indivisa di due diversi complessi. Nello specifico, la piccola, di nove anni, dopo essere stata spinta da altro ragazzo di 15 anni, perdeva l’equilibrio e sbatteva violentemente con la parte latero sinistra del tronco su una fioriera di cemento riportando una grave lesione al rene sinistro.

Il primo Condominio deduceva che il manufatto di cemento, di cui non era proprietario, era privo di intrinseca pericolosità e che l’esclusiva responsabilità era da attribuirsi al compagno di giochi della bambina. Il secondo Condominio deduceva anch’esso di non essere proprietario della fioriera e che comunque tale manufatto era privo di intrinseca pericolosità.

La causa veniva istruita attraverso C.T.U. Medico-legale sulla bambina e prove orali.

Il Tribunale preliminarmente accerta come corretta la dinamica dell’incidente esposta dai genitori della bambina danneggiata e che l’area condominiale indivisa era da molti anni utilizzata dai bambini come area giochi. Accerta anche la esclusiva responsabilità ex art. 2043 c.c. del ragazzo di anni 15 per avere spinto la bambina.

Al riguardo viene evidenziato che sebbene trattandosi di incidente avvenuto nell’impeto del gioco il ragazzo (maggiore di 5 anni rispetto alla danneggiata) si è comportato con imprudenza.

Era del tutto prevedibile che dalla spinta in una fase concitata del gioco potesse verificarsi quale evento normalmente ammissibile la caduta della persona spinta.

Il Tribunale, inoltre, esamina una eventuale corresponsabilità dei 2 Condomini per omessa manutenzione e sicurezza in cui versava l’area condominiale luogo del sinistro ex art. 2051 c.c.

Al riguardo osserva che la fioriera ove sbatteva la bambina è un bene comune dei due Condomini che sono custodi dei beni e dei servizi comuni e devono adottare tutte le misure necessarie per non arrecare pregiudizio, ai sensi dell’art. 2051 c.c.

In tal caso si verificherebbe seccamente l’esistenza di un medesimo danno provocato da più soggetti per effetto di diversi tipi di responsabilità, che dà luogo ad una situazione di solidarietà impropria.

Il Tribunale svolge, quindi, una interessante panoramica degli orientamenti consolidati di legittimità  in tema di causalità materiale nell’ambito della responsabilità extracontrattuale, all’esito della quale non ritiene sussistere un nesso causale esclusivo ed assorbente tra le condizioni di conservazione della fioriera  e la caduta/lesioni subite dalla bambina.

La condotta del ragazzo risulta del tutto autonoma, indipendente ed estranea alla condotta omissiva dei Condomini, tale da sfuggire al controllo ed alla prevedibilità degli stessi, interrompendo il nesso casuale tra la fioriera e l’evento ed assumendo la rilevanza del caso fortuito, costituisce causa da sola sufficiente a determinare l’evento, con esclusione di qualsivoglia corresponsabilità del custode.

Costituirebbe violazione di legge, specifica il Tribunale, affermare l’esistenza di un nesso causale tra la condotta omissiva ascritta ai Condomini e le gravi lesioni riportate dalla bambina, nesso che invece, alla stregua degli univoci elementi raccolti, e secondo una corretta applicazione della norma di cui all’art. 412 c.p., va escluso per l’esistenza di una causa sopravvenuta da sola sufficiente a determinare l’evento, che va individuata nella condotta imprudente e negligente del compagno di giochi che ha provocato la caduta della bambina ed i danni ad essa conseguiti.

Sebbene la condotta colposa posta in essere dal ragazzo debba considerarsi concorrente, deve comunque qualificarsi causa sopravvenuta di esclusiva efficienza causale in quanto essa, per il fatto di essere del tutto estranea o avulsa dall’area di rischio sulla quale si proietta il dovere di sicurezza posto in capo ai Condomini autori della diversa condotta della cui valenza causale si discute, ha rotto ogni relazione tra l’evento e la trasgressione cautelare commessa da quest’ultimi.

Sul risarcimento del danno il Tribunale liquida l’importo di euro 40.606,00, oltre rivalutazione, e fa proprie le conclusioni della CTU che quantificano  nella misura del 13% il danno biologico permanente.

Definitivamente pronunciando il Tribunale condanna il ragazzo (nelle more divenuto maggiorenne) al risarcimento del danno in favore dei genitori della bambina, al pagamento delle spese di lite di entrambi i Condomini e alla rifusione delle spese di CTU.

Avv. Emanuela Foligno

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