Sono le conclusioni degli esperti incaricati dal Tribunale Civile. Una precedente consulenza, disposta dal Pm in sede penale, aveva escluso le responsabilità dei medici indagati

Il procedimento penale è stato archiviato dal Giudice per l’udienza preliminare su richiesta del Pubblico ministero, ma in sede civile un a nuova perizia medico legale riconoscerebbe le responsabilità dei sanitari dell’Ospedale pediatrico di Ancona per la morte di una bimba di 5 anni, deceduta a febbraio del 2012 in seguito a un doppio intervento di adenotonsillectomia. La piccola, dopo l’operazione, era stata dimessa, ma la mattina successiva al suo rientro a casa morì soffocata da un’emorragia alla gola, nonostante l’intervento del 118 sollecitato dai genitori.
A circa cinque anni da quel tragico giorno, i consulenti tecnici del Tribunale civile hanno presentato le loro conclusioni. Durante l’operazione i medici avrebbero reciso un’importante arteria. L’intervento di tonsillectomia, secondo quanto riportato nell’analisi peritale, è stato gravato da sfondamento della parete faringea e in secondo luogo dalla lesione di un tronco arterioso molto lontano dell’area chirurgica.
Tuttavia, secondo gli esperti, se quel danno fosse stato riconosciuto si poteva quantomeno tentare di rimediare. Il primo emocromo di controllo post operatorio evidenziava, infatti, la perdita di tre punti di emoglobina, diventati più di quattro nei giorni successivi. Tali risultati, successivi a un intervento così invasivo ed emorragico, avrebbero dovuto indurre il personale sanitario a sospettare di una lesione importante e conseguentemente a predisporre gli accertamenti necessari ad individuarla. Nello specifico, un’angiografia li avrebbe messi in condizione di riconoscere la lesione in tempi utili a mettere in sicurezza la paziente.
I consulenti, quindi, propendono per il nesso di causalità tra ‘l’inadeguata condotta tecnica dei sanitari e le lesioni che hanno portato al decesso’ della piccola; un parere che contrasta nettamente con la perizia disposta dal Pubblico ministero nell’inchiesta penale, in base alla quale era tata esclusa la responsabilità di due medici indagati per omicidio colposo. “Finalmente, dopo cinque anni, la verità sta venendo a galla – ha affermato il legale dei familiari della bambina – Adesso finalmente è tutto nelle mani di un giudice che deve decidere. Altro che morte imprevedibile…”.
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