L’obbligo di legge stabilito dal decreto Lorenzin ha innescato un boom di vaccinati. Registrato in Italia un incremento pari al 30%
Il 2017 è stato l’anno che ha registrato un boom di vaccinati. Merito senza dubbio del decreto Lorenzin, grazie al quale c’è stato un incremento del 30%: con questo, tre bambini non vaccinati su dieci si sono messi in regola.
Per chi si rifiuta è vietata l’iscrizione a scuola. Una scelta che, come dicono i dati, ha dato i suoi frutti con il boom di vaccinati di quest’anno.
La legge “è stata uno strumento decisivo che ha fermato l’incremento delle malattie infettive”. A dirlo è un articolo della prestigiosa rivista scientifica The Lancet infections Diseases.
Ad anticiparlo sul suo profilo Twitter è uno degli autori, Carlo Signorelli, ordinario di Igiene e sanità pubblica dell’università di Parma, che ha analizzato tutti i dati delle vaccinazioni degli ultimi mesi assieme alla ricercatrice di Igiene Anna Odone e a Stefania Iannazzo, della direzione generale della Prevenzione del Ministero della Salute.
Secondo Signorelli “i dati provvisori di cinque regioni indicano tra giugno e ottobre 2017 un incremento del 1% per l’esavalente, del 2,9% per il vaccino Mpr (morbillo, parotite e rosolia). Il recupero dei bambini non vaccinati è stato del 29,8% per i nati fra il 2011 e il 2015”.
Dati definiti da più parti estremamente positivi.
“Alla faccia dei pessimisti e di quelli che con l’obbligo si ottiene l’effetto opposto” ha commentato il virologo del San Raffaele, Roberto Burioni. Il medico è da sempre in prima linea per la sensibilizzazione sui vaccini.
“I primi dati – prosegue Burioni – ci autorizzano a sperare che in Italia stia accadendo quello che è già accaduto in California dove, in due anni di obbligo serio, la copertura è aumentata di più del 5%. Da noi potrebbe andare ancora meglio. Non è però il momento di fare polemica: è il momento di gioire insieme perché un provvedimento sembra essere efficacissimo e di questa efficacia ne beneficeranno i più piccoli che non sono ancora stati vaccinati, i più deboli che non si possono vaccinare e in generale tutti quanti, visto che un paese senza morbillo e senza altre brutte malattie è un paese più sano e più felice”.
Il boom dei vaccinati è dunque un’ottima notizia per il fronte medico italiano, e lo testimonia anche il web.
Una ricerca di Voices from the blogs, spinoff dell’Università degli studi di Milano, ha analizzato 530mila commenti pubblicati da circa 60mila utenti su Twitter e Facebook nell’arco di un anno e mezzo (tra settembre 2015 e marzo 2017).
Da questi dati è emerso che il fronte dei pro vax è decisamente più nutrito rispetto a quello dei contrari ai vaccini. Una buona notizia che, però, non deve far abbassare la guardia.
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