Caduta dalle scale del condominio: nessun risarcimento al danneggiato se la dinamica dei fatti si presenta lacunosa e contraddittoria (Tribunale di Napoli, 3/3/2022 n. 2200/2022) .

Caduta dalle scale: il condominio non risarcisce l’evento  in presenza di un quadro istruttorio lacunoso e contraddittorio.

La danneggiata cita a giudizio il condominio onde vederne dichiarata la responsabilità e al fine di ottenere il ristoro delle lesioni subite. Deduce di essere caduta dalle scale del condominio, nel percorrerle in discesa, a causa della presenza di liquido scivoloso e piccoli detriti.  Le scale, secondo la danneggiata, risultavano scarsamente illuminate, prive di apposite strisce antiscivolo e di segnaletica che indicasse la presenza di materiale scivoloso misto a piccoli detriti.

Il Tribunale rigetta la domanda osservando che le dichiarazioni rese dai  testi non conducono a ritenere la caduta dalle scale del condominio provata e che tali dichiarazioni non confortano la dinamica del sinistro dedotta dalla danneggiata e risultano contraddittorie.

Difatti, la danneggiata ha allegato che dopo la caduta dalle scale del condominio veniva soccorsa dalla sua vicina e da un terzo, allarmati dalle sue urla, e che dopo essere stata aiutata ad alzarsi veniva accompagnata nel proprio appartamento.

Invece, il marito dell’attrice ha sostenuto che quando la moglie cadde lui si trovava in casa, laddove, uno dei testi ha affermato che il coniuge arrivava in casa in un secondo momento.

In ogni caso l’attrice ha affermato di essere caduta dalle scale del condominio alle ore 22,00 e che sicuramente fino alle ore 20,30 il materiale scivoloso non era presente sulle scale perché il marito alle 20,30 era andato a buttare la spazzatura e non aveva visto il detto materiale.

Il Tribunale di Napoli, ritiene gli esiti dell’istruttoria lacunosi e contraddittori e non ritiene dimostrato che la danneggiata sia caduta dalle scale del condominio a causa di una responsabilità oggettiva del condominio medesimo.

In buona sostanza, la danneggiata non ha provato il nesso di causa tra la cosa in custodia e il danno, né la condotta colposa e il danno, come sarebbe stato suo onere sia ai sensi dell’art. 2051 c.c. che ai sensi dell’art. 2043 c.c.

§§

Della decisione a commento, non si condivide il ragionamento del Tribunale laddove motiva che è mancata la prova del nesso causale tra la condotta colposa e il danno.

La vicenda è regolata dall’art. 2051 c.c. e ciò significa, sostanzialmente, esonerare il danneggiato dall’onere di provare la colpa del custode danneggiante, cioè, nel caso di specie, la negligenza del condominio nel manutenere la scala.

La norma si riferisce alla c.d. responsabilità da cose in custodia, per la quale il soggetto custode della res è tenuto al risarcimento nell’eventualità in cui la cosa arrechi un danno ad un soggetto, anche qualora in capo allo stesso custode non sia ravvisabile una condotta imputabile a titolo di colpa (o di dolo).

La peculiarità di tale fattispecie risiede nel fatto per cui l’evento dannoso è condizione necessaria e sufficiente a fondare la responsabilità, non richiedendosi né la pericolosità della cosa in sé, né la colpa gravante sul soggetto-custode, in eco del tradizionale brocardo “cuius commoda eius et incommoda”.

La redazione giuridica

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