Quando il danneggiato ben conosce il pericolo ma ha un comportamento negligente, il giudice riconosce il concorso di colpa con il custode; il caso di una ragazza caduta in bici a causa di una irregolarità del terreno

Cosa succede quando il danneggiato conosce il pericolo? Quali conseguenza per il custode del bene che provoca il danno? Queste domande trovano risposta nella interessante sentenza n.189/2020 del tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto. Il caso trattato riguarda una ragazza ancora minorenne che percorrendo in bicicletta una strada adiacente alla propria abitazione, cadeva a causa di una irregolarità del terreno, non segnalata e coperta da ghiaia e sabbia. La ragazzina a seguito della rovinosa caduta riportava un trauma cranico facciale, con numerose cicatrici al volto.

Il tribunale di Barcallona Pozzo di Gotto, nel pronunciarsi sul caso, osserva che:”La giurisprudenza della Suprema Corte ha, infatti, ripetutamente chiarito (Cass., sez. un., n. 10893/2001; Cass., n. 7938/2001; Cass., n. 12329/2004) che, nel rapporto che intercorre tra azione di responsabilità per danni a norma dell’articolo 2043 c.c. ed azione di responsabilità a norma dell’articolo 2051 c.c., l’applicabilità dell’una o dell’altra norma implica, sul piano eziologico e probatorio, diversi accertamenti e coinvolge distinti temi d’indagine, trattandosi di accertare, nel primo caso, se sia stato attuato un comportamento commissivo od omissivo, dal quale è derivato un pregiudizio a terzi, e dovendosi prescindere, invece, nel caso di responsabilità per danni da cosa in custodia, dal profilo del comportamento del custode, che è elemento estraneo alla struttura della fattispecie normativa di cui all’art. 2051 c.c., nella quale il fondamento della responsabilità è costituito dal rischio, che grava sul custode, per i danni prodotti dalla cosa che non dipendano dal caso fortuito (ex plurimis: Cass., n. 584/2001).”

Tuttavia specifica il Collegio che: “Alla luce del citato orientamento giurisprudenziale, tanto in ipotesi di responsabilità oggettiva ex art. 2051 c.c., quanto in ipotesi di responsabilità ex art. 2043 c.c., il comportamento colposo del soggetto danneggiato nell’uso di un bene pubblico (che sussiste anche quando questo è incapace di intendere e volere, vedi, sul punto e da ultimo, Cass. civ. n.2483 del 01\02\2018) esclude la responsabilità dell’ente proprietario, se tale comportamento è idoneo ad interrompere il nesso eziologico tra la causa del danno e il danno stesso, integrando, altrimenti, un concorso di colpa ai sensi dell’art. 1227 c.c. comma 1, con conseguente diminuzione della responsabilità del danneggiante in proporzione all’incidenza causale del comportamento del danneggiato.

In ragione di questo il giudice di merito riteneva responsabile per la caduta il Comune per il 60% e alla parte attrice attribuiva la responsabilità del restante 40%.

                                                                       Avv. Claudia Poscia

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