Cedimento della griglia e caduta del pedone al di fuori dell’abitazione privata: la Compagnia assicuratrice nega il risarcimento dei danni (Cassazione Civile, sez. VI, sentenza n. 2263 pubblicata il 26/01/2022).

Cedimento della griglia viene contestato dal danneggiato come responsabilità per custodia in danno del proprietario dell’appartamento, luogo del sinistro, dinanzi il Tribunale di Castrovillari.

Cedimento della griglia: precisava il danneggiato che uscendo dalla abitazione del convenuto, ove si era recato per ragioni lavorative, finiva con il piede nella buca prodotta dal cedimento della griglia di appoggio e cadeva rovinosamente, riportando lesioni personali.

La compagnia assicuratrice del danneggiante, negava la liquidazione dei danni e il Tribunale adito rigettava la domanda, ritenendo non soddisfatti gli oneri probatori gravanti sull’attore. Successivamente, la Corte d’Appello di Catanzaro rigettava il gravame.

La Corte escludeva che la denuncia del sinistro alla propria compagnia di assicurazioni, quindi, ad un terzo, potesse fare piena prova e la riteneva liberamente apprezzabile quale presunzione iuris tantum alla luce di tutti gli elementi acquisiti al giudizio.

Uno dei testi dichiarava di essere a conoscenza del fatto che le lesioni lamentate dall’attore erano state originate da una partita di calco amatoriale cui egli stesso aveva preso parte ed aveva negato di essere a conoscenza dell’esistenza della denuncia quanto che la dinamica dell’incidente che l’appellante aveva descritto non corrispondeva alle prove fotografiche acquisite – la caduta era stata attribuita al cedimento della griglia  in cemento, invece le fotografie davano atto della presenza di una griglia di ferro leggermente spostata dalla sua sede -, pertanto la Corte concludeva non era stata dimostrata la dinamica del sinistro.

Il danneggiato ricorre in Cassazione lamentando che la Corte d’appello non considerava che la denunzia di sinistro veniva sottoscritta da entrambe le parti e costituiva piena prova.

A sostegno di detta conclusione, il ricorrente invoca l’applicazione analogica del D.Lgs. n. 209 del 2005, art. 143, a proposito della denuncia alla propria assicurazione dell’incidente stradale, il quale prescrive che il modello fornito dalla propria compagnia assicuratrice fa presumere, ove sia firmato dai conducenti coinvolti nel sinistro, salvo prova contraria da parte dell’assicurazione, che il sinistro si sia svolto come indicato e con le conseguenze da esso risultanti.

Ed ancora, sempre secondo la tesi del danneggiato, proprio perché qualificabile come scrittura privata e confessione, la denuncia di danno non avrebbe dovuto essere considerata dal giudice d’appello liberamente apprezzabile quale presunzione iuris tantum.

La Suprema Corte osserva che in appello è stato ritenuto che destinatario della denunzia di incidente fosse l’assicuratore, di conseguenza la sottoscrizione in calce era da intendersi come sottoscrizione in calce ad una dichiarazione che aveva come destinatario, non il danneggiato, bensì l’assicuratore.

A tale presupposto di fatto, parte ricorrente ne oppone uno diverso, cioè che la dichiarazione fosse destinata, non solo all’assicuratore, ma anche al danneggiato.

Il che rende la censura, che muove da un presupposto fattuale diverso da quello su cui si è basata la statuizione impugnata, inammissibile.

Inconferente l’invocazione dell’art. 143 cod. ass., comma 2, a mente del quale, nel caso di sinistro avvenuto tra veicoli a motore per i quali vi sia obbligo di assicurazione, il modulo di denuncia, ove firmato congiuntamente da entrambi i conducenti coinvolti nel sinistro, fa presumere, salvo prova contraria da parte dell’impresa di assicurazione, che il sinistro si sia verificato nelle circostanze, con le modalità e con le conseguenze risultanti dal modulo stesso”, perché si tratta di una previsione insuscettibile di applicazione analogica.

Confermato, quindi, che la dinamica dell’incidente descritta dal danneggiato come causata dal cedimento della griglia di appoggio non ha trovato conforto nelle risultanze istruttorie.

Il ricorso viene integralmente rigettato.

Avv. Emanuela Foligno

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