I terzi trasportati riportano lesioni derivanti da cervicalgia post traumatica e trauma all’anca di sinistra (Tribunale di Trani, Sentenza n. 473/2021 del 03/03/2021 – RG n. 5900/2016)

Con atto di appello notificato il 15 ottobre 2016 viene impugnata la sentenza del Giudice di Pace di Trani che rigettava la domanda di risarcimento dei danni conseguiti a causa del sinistro stradale avvenuto in data 18.2.2014.

Gli attori, terzi trasportati a bordo della Fiati 500, subivano lesioni fisiche a causa dell’urto provocato dalla Peugeot, proveniente da un tratturo che nell’immettersi sulla strada e svoltando a destra, invadeva l’opposta corsia di marcia mentre sopraggiungeva la Fiat 500, e l’impatto provocava danni anche al veicolo.

Secondo i terzi trasportati-danneggiati, il Giudice di pace ha errato nel considerare non credibili i testimoni di parte attrice, le cui dichiarazioni sulla dinamica del sinistro sono invece compatibili con i danni rilevati sul veicolo, e nel rigettare la richiesta di ammissione di CTU medico -legale sul la base delle conclusioni di una CTU ergonometrica inattendibile.

Invocano, quindi, in riforma della sentenza di primo grado, di accertarsi la qualità di terzi trasportati, e la CTU medico -legale per la valutazione dei danni fisici subiti e la condanna degli appellati al risarcimento dei danni.

Si costituisce in giudizio l’Assicurazione ed eccepisce l’inammissibilità dell’appello e nel merito l’infondatezza delle pretese avanzate.

La causa viene istruita attraverso l’espletamento di CTU Medico-Legale.

Preliminarmente il Tribunale dà atto dell’infondatezza delle eccezioni di inammissibilità dell’appello svolte dall’Assicurazione.

E’ evidente che nell’esposizione delle censure mosse alla sentenza di primo grado l’appellante indica, seppure in forma diffusa e non schematica, le parti della sentenza meritevoli di riforma e i termini nei quali il primo Giudice avrebbe dovuto individuare ed interpretare i fatti di causa..

Inammissibile, inoltre, in quanto nuova domanda, la domanda di accertamento della violazione, da parte della Compagnia assicurativa, dell’art. 148, comma 10, d. lgs. 209/2005 (riguardante l’ipotesi di un ‘offerta di risarcimento inferiore alla metà della somma liquidata in sentenza ), e di emissione di ogni provvedimento conseguente .

Nel merito, invece, l’appello è fondato.

Le prove testimoniali svolte in primo grado confermano la dinamica del sinistro come esposta dagli attori.

Tali testimonianze non possono essere giudicate inattendibili perché contengono elementi ulteriori rispetto a quelli allegati dagli attori.

Nello specifico, hanno riferito che la Fiat 500 finiva la propria corsa su un blocco di cemento per una sterzata del conducente, con una manovra di emergenza, o sospintavi dalla stessa Peugeot.

Una istintiva manovra di emergenza o l’impressione di una certa quantità di moto ad opera dello stesso veicolo che ha impattato la 500 è del tutto verosimile.

La circostanza che i testimoni non abbiano offerto una versione collimante delle ragioni dello spostamento forzoso dell’autoveicolo a destra è riconducibile al fatto che gli stessi si trovavano in un diverso veicolo, per cui è ragionevole ritenere che ciascuno di essi abbia offerto un ‘interpretazione di ciò che ha visto da una certa distanza.

A parere del Giudice, la diversa versione dei fatti è, nel caso, indicativa della genuinità delle testimonianze, piuttosto che della inattendibilità delle stesse.

Invece, le conclusioni della CTU ergonometrica, non sono pienamente condivisibili.

Dai referti di Pronto Soccorso emerge che gli appellanti riportavano lesioni obiettivamente apprezzabili di “cervicalgia post traumatica e trauma anca sinistra per uno dei trasportati e diagnosi di “cervicalgia e lombalgia post traumatica per l’altro trasportato.

La CTU Medico-legale ha confermato la compatibilità causale delle lesioni con il sinistro e ciò induce a ritenere concretamente inattendibili gli esiti della CTU ergonometrica.

Ne consegue che il primo Giudice avrebbe dovuto affermare la riconducibilità causale delle lesioni al fatto dannoso.

Tanto chiarito l’invocato ristoro delle lesioni fisiche patite dai terzi trasportati è accoglibile, e il Giudice richiama e fa propria, condividendola, la relazione Medico-Legale.

Per il primo trasportato vengono liquidati sei giorni di ITP al 75%: euro 213,71; venti giorni di ITP al 50%: euro 474,90; venti giorni di ITP al 25%: euro 237,45, per un totale di euro 926,06; per il secondo trasportato vengono liquidati sei giorni di ITP al 75%: euro 213,71; venti giorni di ITP al 50%: euro 474,90; venti giorni di ITP al 25%: euro 237,45, per un totale di euro 926,06.

Riguardo ai postumi permanenti, la lesione permanente lamentata da uno dei trasportati (saltuaria cervicoalgia e limitazione funzionale cervicale di grado lieve) trova conferma strumentale nel referto dell ‘esame Rx del rachide cervicale del 16.6.2014 , e dunque, richiamando la tabella delle menomazioni alla integrità psicofisica comprese tra 1 e 9 punti di invalidità di cui al D.M. 3 luglio 2003, viene riconosciuto un danno biologico permanente dell’1% per il quale è dovuto un importo aggiornato pari ad euro 728,77. Pertanto complessivamente, a titolo di danno biologico temporaneo e permanente, spetta al primo trasportato l’importo di euro 1.654,83 (euro 926,06 + euro 728,77).

Nulla viene riconosciuto a titolo di danno morale per le lesioni subite, al di là di ogni altra valutazione, in quanto i danneggiati non hanno allegato e provato circostanze utili ad apprezzare la concreta incidenza delle lesioni patite in termini di sofferenza e turbamento.

Viene, invece, riconosciuto in favore degli appellanti il danno patrimoniale da esborsi per spese mediche, pari a complessivi 690,00.

In totale, la somma dovuta al primo ammonta ad euro 1.136,06 e quella dovuta al secondo ammonta ad euro 2.134,83 .

Stante l’accoglimento dell’appello vengono poste a carico dei soccombenti, in solido, le spese del doppio grado di giudizio.

Parimenti, le spese di CTU vengono poste a carico dei soccombenti.

In conclusione, il Tribunale, in qualità di Giudice d’appello, accoglie l’appello e riforma la sentenza n. 193/2016 del Giudice di pace di Trani, condanna l’Assicurazione in solido con il proprietario della Peugeot a pagare al primo trasportato la somma di euro 1.136,06 e al secondo la somma di euro 2.134,83.

Condanna, inoltre, i convenuti in solido, al pagamento delle spese di lite di entrambi i gradi di giudizio.

Avv. Emanuela Foligno

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