Chirurgia estetica: migliorare il proprio seno è sempre possibile?

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In chirurgia estetica ogni professionista direbbe di sì, ma si può dare la garanzia di riuscita a una paziente “imbarazzata” dal proprio seno?

Quando analizzo una potenziale responsabilità sanitaria in chirurgia estetica, la prima cosa che faccio è chiedere alla paziente che mi consulta il perché della decisione di rifarsi il seno, quindi se nel colloquio col chirurgo abbia ricevuto tutte le informazioni relative al caso e se abbia mai visto le foto di un seno che ha subito una complicanza.
Al primo quesito la risposta è sempre “infarcita” dalla necessità di piacersi della donna.
Quanto al secondo, la risposta è sempre negativa: mai alcuna informazione a riguardo.
A parte l’errore tecnico che il chirurgo può commettere, non sembra comprensibile a chi scrive la mancanza di una completa informativa anche sugli eventi avversi possibili in quel soggetto da operare e in particolar modo l’assenza di informativa “visiva” sugli esiti di detti eventi avversi (specialmente se già successi al chirurgo).
In considerazione delle finalità dell’intervento di chirurgia estetica, l’esito atteso dalla persona e “promesso” dal chirurgo diventa un contratto tra le parti e, in caso di non adeguata esecuzione e quindi di mancato raggiungimento dell’obiettivo promesso, il chirurgo dovrà risarcire la paziente.
Per questo motivo è necessario che il chirurgo sia assolutamente perfetto nell’informativa da dare alla paziente.
A questo proposito, vi invito a leggere questo caso di mastoplastica riduttiva finito in tragedia per la paziente.
 

Dr. Carmelo Galipò
(Pres. Accademia della Medicina Legale)

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