La distinzione tra infortunio e malattia nelle polizze private ai fini della risarcibilità del contagio da Covid-19

Prima di entrare nel merito della trattazione giova rammentare che giurisprudenza di merito, sino ad ora, ha trattato della definizione di “infortunio” solo in ambito giuslavoristico.

Ciò significa, a parere di chi scrive, che si tratta di una giurisprudenza non applicabile per estensione, o analogia, alla tematica di interpretazione del contratto di polizza infortuni privato.

Solo nell’ambito lavoristico, infatti, si sono registrate numerose decisioni che hanno ricondotto “cause violente esterne”, quali ad esempio l’ infarto, nel novero dell’infortunio sul lavoro.

In ambito strettamente privatistico, e nello specifico dell’interpretazione del contratto di assicurazione infortuni dei privati, la questione è differente.

Giova anche ricordare, per completezza espositiva, che il significato sociale dell’assicurazione per gli infortuni sul lavoro e malattie professionali prestata dall’Inail è del tutto differente rispetto al contratto privato di polizza infortuni.

Tutela degli infortuni sul lavoro e pedissequo indennizzo Inail sono ancorati alla responsabilità oggettiva del datore di lavoro, ovverosia alla categoria della responsabilità civile, che nulla ha a che vedere dal punto di vista giuridico e concettuale con l’applicazione/interpretazione di una polizza infortuni privata.

Una pronunzia del Giudice vicentino (Tribunale di Vicenza 536/2020), che non concerne la risarcibilità del contagio da Covid-19,  offre comunque una serie di “definizioni” utili ad offrire un chiaro indirizzo interpretativo delle definizioni di “malattia” e “infortunio” contenute nelle polizze infortuni private.

Ecco le definizioni del Tribunale di Vicenza:

  1. In materia assicurativa è da intendersi “infortunio” ogni evento che dovuto a causa fortuita, violenta ed esterna, abbia prodotto nell’assicurato lesioni oggettivamente constatabili, sia che esse abbiano comportato come conseguenza la morte, sia una invalidità permanente o temporanea. In altri termini, l’infortunio deve essere rappresentato da un evento a causa fortuita (cioè non prevedibile o evitabile), violenta (immediata, e concentrata nel tempo) ed esterna (non interna al nostro organismo).
  2. “Malattia”, invece, sono tutte le alterazioni organiche o funzionali, incidenti sullo stato di salute dell’individuo, che sono “interne” al soggetto. Malori e malesseri è rilevante ai sensi di polizza, soltanto quando essi provocano comunque degli infortuni, e cioè degli eventi esterni all’organismo umano, e che dunque, agiscano su di esso dall’esterno, benchè essi abbiano avuto come “causa prima “ un evento interno (che è appunto il malore o malessere).

A questo punto la domanda è: “ il contraente di una polizza infortuni privata può farla valere in caso di contagio da Covid-19?”

Sulla questione c’è, ovviamente, un acceso dibattito anche perché le Compagnie di Assicurazione andrebbero incontro a elevati esborsi.

La querelle, in particolare, è sull’aggettivo “violenta” dell’evento: abbiamo detto che infortunio è ogni evento dovuto a causa fortuita violenta ed esterna.

Ora, se si interpreta il vocabolo “violenta” quale “concentrato in un breve lasso di tempo”, oppure “intenso nella portata”, allora il contagio da Covid-19 sarebbe indennizzabile.

Linguisticamente il significato di “violento/a” è: “Di fenomeno o evento, atto o comportamento, stato d’animo o sentimento, che si manifesta e si attua con forza, intensità e impeto eccezionali, cui è impossibile o difficile resistere e contrastare” [cfr vocabolario Treccani]; oppure: “che abbatte e distrugge; impetuoso, travolgente (anche in senso figurato), forte, intenso, carico” [cfr vocabolario Garzanti].

L’etimologia dell’aggettivo : ← dal lat. violĕntu(m), deriv. di vīs ‘forza’.

Violento, quindi, significa forte e intenso.

Passiamo or ad analizzate il concetto di “indennizzabilità dell’infortunio” e il concetto di “indennizzabilità delle conseguenze dell’infortunio”.

Ictu oculi è chiaro che l’ultimo concetto deriva dalla valutazione Medico-Legale.

Ciò posto, nella querelle sull’argomento mi pare degna di nota la presa di posizione del Presidente dell’Ordine dei Medici di Milano (Dott. Roberto Carlo Rossi) che ha inviato una comunicazione al Ministero della Salute e all’Ania.

Il Presidente evidenzia come dai vertici di autorevoli espressioni nazionali Medico-legali (SIMLA) emergano parei favorevoli all’indennizzabilità del contagio da Covid-19 dalle polizze infortuni private, e aggiunge che è principio giuridico codificato e consolidato che contratti e clausole vadano interpretati a favore della parte più debole.

Secondo il Presidente dell’Ordine, inoltre, per le Compagnie “si tratterebbe sicuramente di una voce di bilancio non particolarmente “pesante” sul piano della mole di sinistri complessivi, a fronte, peraltro, del calo altrettanto certo di eventi sinistrosi in generale derivante dalla situazione di lockdown durante il medesimo lasso di tempo”,  tenuto anche conto, aggiunge il Presidente, “dell’importante ruolo nell’ambito del tessuto sociale svolto dalle Compagnie Assicuratrici. Ruolo che non può essere dimenticato proprio in un momento così difficile per il Paese in generale e, nello specifico, per chi è stato colpito dalle conseguenze di tale virosi”.

Inquadrata, così, la problematica in discussione, occorre fare un passo indietro e analizzare “l’oggetto” dell’assicurazione di polizza infortuni.

L’oggetto della assicurazione di polizza Infortuni si è sempre basato su un consolidato principio Medico-Legale, condiviso tra assicuratore e contraente. E tale oggetto viene sempre individuato nelle condizioni generali di contratto.

Dalla letteratura Medico-Legale si evince che il concetto di infortunio indennizzabile sia:  “ una sventura,  una disgrazia imprevedibile, dovuta a fattore  lesivo unico e concentrato nel tempo, tale da determinare conseguenze lesive corporali e quindi un danno patrimoniale  temporaneo o permanente (su parametri concordati con l’Assicuratore).

Nella pratica accade che il contraente, titolare della polizza infortuni privata, denunci alla Compagnia le lesioni e la causa che le ha determinate.

Dopodichè,  spetta all’Assicurazione provare che l’evento denunciato non sia stato fortuito, né dovuto a fattori patologici autonomamente intrinseci  al contraente e che la causa derivi da azioni lesive “non concentrate nel tempo”,  e quindi non contemplate nella definizione di infortunio.

In conclusione, per rispondere al quesito se l’infezione virale da Covid rientra nella definizione di “infortunio” (cioè evento dovuto a causa fortuita, violenta ed esterna) contemplata nel contratto di polizza, svolgiamo questa analisi:

A) L’infezione Covid non è un atto volontario, ma casuale: cioè fortuito  [su questo aspetto sorgeranno senz’altro contrasti  sul comportamento prudente o imprudente dell’infettato]

 B) L’infezione Covid è pacificamente esterna perché il virus non è una malattia degenerativa dell’organismo, ma è un fattore che proviene dall’esterno

C) L’infezione Covid è senz’altro una causa violenta immediata e concentrata nel tempo.

Ergo, l’infezione virale acuta rientra nella definizione di infortunio, a meno che nella polizza non sia espressamente prevista una clausola di esclusione ad hoc.

Avv. Emanuela Foligno

Hai una polizza infortuni e sei stato contagiato dal Covid-19? Scrivi per una consulenza gratuita a redazione@responsabilecivile.it o invia un sms, anche vocale, al numero WhatsApp 3927945623

Leggi anche:

Polizza infortuni e infezione da Covid-19: si può ottenere un indennizzo?

- Annuncio pubblicitario -

LASCIA UN COMMENTO O RACCONTACI LA TUA STORIA

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui